Sette anni in bianconero non si dimenticano ma è stato davvero emozionante leggere il post su Facebook di mister Enrico Nicolini subito dopo la salvezza acquisita dall’Ascoli nonostante le sconfitta contro il Benevento. Mister Nicolini, sempre legato al ‘suo’Ascoli? "All’Ascoli mi lega una storia particolare, importante sia da calciatore che da allenatore e da dirigente. Lì sono rimasto per sette anni. Il mio nome è legato a quel gol che realizzai contro il Cagliari che significò la salvezza in serie A. Quella è stata la partita che racchiude tutta la mia storia bianconera.. Ho sempre avuto il sogno di chiudere la mia carriera...

Sette anni in bianconero non si dimenticano ma è stato davvero emozionante leggere il post su Facebook di mister Enrico Nicolini subito dopo la salvezza acquisita dall’Ascoli nonostante le sconfitta contro il Benevento. Mister Nicolini, sempre legato al ‘suo’Ascoli?

"All’Ascoli mi lega una storia particolare, importante sia da calciatore che da allenatore e da dirigente. Lì sono rimasto per sette anni. Il mio nome è legato a quel gol che realizzai contro il Cagliari che significò la salvezza in serie A. Quella è stata la partita che racchiude tutta la mia storia bianconera.. Ho sempre avuto il sogno di chiudere la mia carriera nell’Ascoli".

Anche lei ha sofferto per questo Ascoli che sembrava spacciato?

"Tantisimo. Prima dell’arrivo di Dionigi era impensabile salvarsi direttamente. Troppi gol incassati, troppi risultati negativi, troppe difficoltà a fare punti. Dionigi e il ds Bifulco, hanno fatto un gran lavoro: uno nello spogliatoio e l’altro in campo ma è stata brava anche la squadra a responsabilizzarsi. D’altronde i giocatori non aveva più alibi perché tre allenatori mandati via e ds mandato via, alla fine la patata bollente è passata a loro e hanno dovuto fare quadrato".

Dionigi non si è inventato nulla: difesa a tre e un po di solidità in più a centrocampo?

"Il calcio è uno sport semplice. Noi addetti ai lavoro facciamo di tutto per renderlo complicato. È vero è bastato dare un po’ di solidità alla difesa ed è bastato poco per far le cose con giudizio perché poi un allenatore deve essere solo bravo a sfruttare le caratteristiche dei giocatori ed entrare in sintonia con il gruppo. Un gruppo di 25 teste che spesso non convergono verso lo stesso obiettivo. Quindi occorre entrare in sintonia con i ragazzi e sfruttare al meglio il materiale umano e tecnico a disposizione"

Si era fatto anche il suo nome qui ad Ascoli per il post Stellone: solo chiacchiere da bar? "Sono stati i tanti amici ascolani sui social a perorare la mia causa e li ringrazio ancora. Inutile dire che sarei stato onorato di venire ad Ascoli per cercare di portare a casa un’impresa quasi disperata come la salvezza diretta. Poi fortunatamente la società ha fatto la scelta migliore che ha ripagato e ho brindato anche io alla salvezza del Picchio"

Ma è vero che la società bianconera le avrebbe proposto di diventare uomo di fiducia quindi rientrare come dirigente?

"Nulla di concreto ma ho già fatto il dirigente dell’Ascoli perché non riesco a dire di no quando chiamano dalle Cento Torri. Se vogliono sono a disposizione anche solo per rivedere i vecchi amici ascolani che saluto con grande affetto".

Anno complicato anche per la sua Sampdoria?

"Molto, ma l’amico Claudio Ranieri ha fatto anche lui un vero miracolo quasi più difficile di quello di Dionigi ad Ascoli"

Adesso rimane in attesa di una chiamata?

"Mi sto godendo le vacanze in Calabria ma non nego che ho voglia di tornare a lavorare. Andrea Mandorlini di cui ero stato vice, è andato a Padova ma la società non si poteva permettere uno staff nuovo e così aspetto qualcosa, anche qualche squadra giovanile. Quello che devo fare l’ho fatto ma ho ancora voglia. Ripeto solo per l’Ascoli accetterei un ruolo da ‘scrivania’".

Valerio Rosa