Detto, fatto. Il sopralluogo annunciato al Carlino dal presidente Carlo Neri si è tenuto ieri mattina. Al Del Duca sono arrivati tre tecnici della società specializzata che si occuperà del progetto del nuovo stadio. Con loro, oltre al presidente, il segretario Marco Marcolini e un altro paio di addetti dell’Ascoli. La delegazione è arrivata intorno a mezzogiorno e ha effettuato una visita completa dell’impianto, che già aveva conosciuto ‘per corrispondenza’. I tecnici hanno scattato foto, preso appunti e visionato alcuni rendering, tra cui quelli dello studio ascolano ‘At 14’ che si era occupato della nuova tribuna Ovest (e aveva...

Detto, fatto. Il sopralluogo annunciato al Carlino dal presidente Carlo Neri si è tenuto ieri mattina. Al Del Duca sono arrivati tre tecnici della società specializzata che si occuperà del progetto del nuovo stadio. Con loro, oltre al presidente, il segretario Marco Marcolini e un altro paio di addetti dell’Ascoli. La delegazione è arrivata intorno a mezzogiorno e ha effettuato una visita completa dell’impianto, che già aveva conosciuto ‘per corrispondenza’. I tecnici hanno scattato foto, preso appunti e visionato alcuni rendering, tra cui quelli dello studio ascolano ‘At 14’ che si era occupato della nuova tribuna Ovest (e aveva presentato il suo progetto al teatro Filarmonici nell’ambito del progetto Crescere insieme): "Quello sarà il punto di partenza – aveva detto Neri – poi vedremo come svilupparlo".

Nelle intenzioni di Pulcinelli, infatti, non c’è solo l’area vip della tribuna Ovest, che sarà allungata fino alle panchine, ma una ristrutturazione totale dello stadio. Talmente ampia e approfondita da poter essere definita una vera e propria rivoluzione. "L’intenzione è costruire un impianto da 16mila posti – aveva aggiunto sempre il presidente Neri – tutti coperti, con pannelli fotovoltaici sull’intera superficie. All’interno vogliamo inserire varie attività legate allo sport". Un’impresa titanica da oltre 10 milioni di euro il cui problema principale, come facilmente intuibile, è proprio la sostenibilità economico-finanziaria: "Faremo riferimento al credito sportivo, a cui si sono appoggiate anche altre note realtà nazionali" aveva spiegato Neri rispondendo alla domanda relativa al reperimento dei fondi. "Costituiremo una ‘newco’ – aveva proseguito – cioè una nuova società parallela all’Ascoli, di cui farà parte il club ma non solo. A quel punto il finanziamento del credito sarà ripagato dalla stessa struttura che non servirà solo al calcio ma agli eventi, ai convegni e ai concerti. Ci sarà un main sponsor, ci saranno locali commerciali da affittare, la ristorazione, l’efficientamento energetico e altro". Il tutto chiaramente sarà discusso con il Comune, proprietario della struttura e partner ‘obbligato’ dell’operazione: nelle intenzioni della società c’è la realizzazione di un accordo di lungo periodo con l’Arengo (si parla di 50 o più anni) oltre a un confronto sull’utilizzo degli spazi limitrofi.

Il summit tra l’Ascoli e gli amministratori, sindaco Fioravanti e assessore Stallone in primis, è stato fissato per lunedì 31 agosto. Il progetto è senza ombra di dubbio ambizioso e allettante ma al tempo stesso oneroso e impegnativo, sotto tutti i punti di vista. A ciò va aggiunto che spesso, in passato, le proprietà dell’Ascoli si sono avventurate in ipotesi di vario genere, un po’ come è accaduto (con gli stessi risultati) con i governi italiani riguardo il ‘ponte sullo stretto’. Insomma, nella testa degli ascolani i concetti ‘nuovo Del Duca’ e ‘lavori in corso’ stentano a stare nello stesso pensiero. Tuttavia l’ottimismo e l’intraprendenza di Massimo Pulcinelli (di cui il sopralluogo è una testimonianza) sono evidenti. Non resta dunque che affidarsi alle parole del presidente Neri: "Se fino a qualche anno fa lo stadio era un sogno, oggi è un obiettivo primario della proprietà".

Gigi Mancini