L’ex difensore dell’Ascoli Manuel Scalise dopo aver appeso le scarpe al chiodo ha intrapreso la carriera di allenatore e ha deciso di stabilirsi tra le Cento Torri dove ha trovato la dolce metà e da due anni è anche papà di due splendidi bambini, ascolani anche loro. Manuel ha allenato le giovanili del Cosenza dove aveva giocato il suo ultimo anno da terzino, poi a dicembre scorso ha provato l’esperienza da primo allenatore in Eccellenza nel Borgo San Donnino a Fidenza subentrando a mister Matteo Rastelli e conquistando la salvezza. Da un paio di giorni è invece il nuovo tecnico del Club Milano ambiziosa società delle’Eccellenza Lombarda....

L’ex difensore dell’Ascoli Manuel Scalise dopo aver appeso le scarpe al chiodo ha intrapreso la carriera di allenatore e ha deciso di stabilirsi tra le Cento Torri dove ha trovato la dolce metà e da due anni è anche papà di due splendidi bambini, ascolani anche loro. Manuel ha allenato le giovanili del Cosenza dove aveva giocato il suo ultimo anno da terzino, poi a dicembre scorso ha provato l’esperienza da primo allenatore in Eccellenza nel Borgo San Donnino a Fidenza subentrando a mister Matteo Rastelli e conquistando la salvezza. Da un paio di giorni è invece il nuovo tecnico del Club Milano ambiziosa società delle’Eccellenza Lombarda.

Manuel Scalise ma non c’era alcuna possibilità di allenare una squadra delle giovanili dell’Ascoli?

"Ci sono andato molto vicino tre anni fa. Mi chiamò Di Mascio e sembrava una cosa fatta. Era il mio sogno iniziare ad allenare con la società che più di tutte ha creduto in me visto anche il rapporto che si è instaurato con i tifosi e con la gente di Ascoli che continua a fermarmi anche qui a San Benedetto dove sono al mare. Con Di Mascio avevo fatto un colloquio poi qualcuno della società ha deciso di non mettere dentro ex giocatori e in particolare me affermando che mi ero lasciato male con la tifoseria. Qualcuno che ha però usato questo pretesto per chiudermi la porta. È questo mi è davvero dispiaciuto. Sono andato a Salerno perché dopo tre anni il ciclo qui era finito. Ho lasciato anche dei soldi, perché era giusto cambiare aria e ci ho messo un po’ prima di tornare allo stadio Del Duca".

Quest’anno quando ha potuto ha seguito l’Ascoli: che impressione ha avuto?

"Credo che la squadra avesse solo bisogno di serenità e motivazioni. L’arrivo del DS Bifulco ha dato serenità a tutto lo spogliatoio. Il resto lo ha fatto mister Dionigi bravo a motivare e ad apportare quelle due variazioni tattiche come la difesa a tre che alla fine sono state determinanti. Lo dicevo a mio suocero grande tifoso del Picchio: Dionigi è l’allenatore giusto per fare un miracolo e ci è riuscito. Ho esultato anche io abbracciando mio suocero quando è arrivata la notizia della salvezza acquisita".

Ora inizia questa nuova avventura con quale spirito?

"È una società nuova, paragonabile all’Atletico Ascoli, con un progetto importante, ambiziosa ma non spavalda. Si fa un passo alla volta senza esagerare. Una società solida che ambisce a diventare il terzo Club di Milano e che punterà molto sui giovani. C’è comunque un progetto importante che mi ha convinto a tornare in Lombardia dove sono nato. Mi aveva chiamato anche il Pescara per il settore giovanile, ma questa avventura mi è piaciuta di più".

Lei è un allenatore alla Dionigi o più alla Abascal?

"Abascal è bravo, ma lo puoi rischiare a inizio anno con calciatori adatti al suo gioco. Secondo me ci vuole la giusta via di mezzo. Tutti fanno discorsi su partenza dal basso, pressing alto, giro palla veloce dietro, ma poi devi fare i conti con i calciatori che hai anche se è giusto che la squadra provi a giocare a calcio e a far divertire il pubblico che sia allo stadio o che veda la partita in TV".

Quindi ultimi giorni ascolani poi partenza per Milano?

"Sì ci trasferiamo tutti anche se il cuore di tutta la famiglia sarà sempre bianconero. Forza Ascoli",

Valerio Rosa