Michele Cavion con la maglia del Brescia
Michele Cavion con la maglia del Brescia
L’Ascoli di Sottil ritrova gli ex Bajic e Cavion. Nel match di domani contro il Brescia di Pippo Inzaghi (ore 14) i bianconeri sfideranno anche due dei protagonisti delle ultime salvezze conquistate. Il modo con cui i due calciatori hanno lasciato il capoluogo piceno non è stato proprio sereno. Almeno nel caso di Cavion, quando si vennero a creare polemiche e attriti tra lui e il club. Il 26enne arrivò ad Ascoli nell’estate 2018, nel primo anno della gestione Pulcinelli. Immediatamente a seguito della cessione della società avvenuta tra l’ex patron Bellini e l’imprenditore...

L’Ascoli di Sottil ritrova gli ex Bajic e Cavion. Nel match di domani contro il Brescia di Pippo Inzaghi (ore 14) i bianconeri sfideranno anche due dei protagonisti delle ultime salvezze conquistate. Il modo con cui i due calciatori hanno lasciato il capoluogo piceno non è stato proprio sereno. Almeno nel caso di Cavion, quando si vennero a creare polemiche e attriti tra lui e il club. Il 26enne arrivò ad Ascoli nell’estate 2018, nel primo anno della gestione Pulcinelli. Immediatamente a seguito della cessione della società avvenuta tra l’ex patron Bellini e l’imprenditore romano. Con la guida tecnica di Vivarini il centrocampista disputò una buona stagione condita da 33 presenze e 3 reti. Memorabile il gol inflitto alla Cremonese al Del Duca con un destro a giro calciato appena fuori dal versante alto dell’area di rigore che terminò la sua corsa sotto l’incrocio dei pali. Prezioso il suo contributo anche nella stagione successiva quando, in soltanto 9 gare, si riuscì a centrare con Dionigi una salvezza impossibile. Prima dell’arrivo del tecnico emiliano erano saltate le teste di Zanetti, Stellone e Abascal. Al termine di quella stagione i rapporti tra Cavion e la dirigenza iniziarono a raffreddarsi per poi arrivare al divorzio nel campionato successivo. Il giocatore non ne volle proprio sapere di trattare il rinnovo contrattuale, anche dopo la risoluzione del rapporto con il diesse Tesoro e l’arrivo di Polito. Proprio con quest’ultimo ci fu un episodio emblematico che sancì la definitiva fine della sua esperienza ascolana. Prima della gara di Cittadella il centrocampista si rifiutò di partire per la trasferta veneta per poi essere definitiamente scaricato a fine stagione dalla società che lo lasciò libero di svincolarsi.

Ben diversa invece l’annata di Bajic che, partita in sordina, lo vide poi diventare indispensabile nella preziosa opera di risalita compiuta dall’undici di Sottil nella seconda parte del campionato. Alla fine dei giochi furono 12 le reti messe a segno dall’attaccante che negli ultimi mesi fu anche affiancato dall’attuale capitano Dionisi. Fondamentali i centri messi a segno nel pari interno col Venezia (1-1) e a Pescara (3-2) nello scontro diretto che costituì il crocevia della stagione. Poi contro Spal, Empoli, Reggina e Cittadella il centravanti andò sempre in gol contribuendo a portare a casa tre vittorie e un pareggio. Al termine della stagione i vertici di corso Vittorio decisero di non esercitare l’opzione concessa dall’Udinese per acquisire la proprietà del centravanti versando la somma stabilita ad inizio anno. Qualche sentore che la permanenza di Bajic all’Ascoli non sarebbe andata a buon fine lo si era avuto a fine marzo quando il suo procuratore dichiarò che il suo assistito avrebbe salvato il Picchio per poi iniziare una nuova avventura. Domani entrambi torneranno da avversari in quel Del Duca che li ha visti in passato protagonisti.

Massimiliano Mariotti