Bologna, 14 febbraio 2018 - Nel pieno della moda dell’indie italiano, che fa tendenza grazie ad un sound ricco di sbavature di sintetizzatori, i bolognesi Phidge (Dodi Germano, Riccardo Fedrigo, Nicola Di Virgilio e Oscar Astorri) vanno controcorrente e l’ultimo lavoro “Paris” è un album denso di rimandi alle sonorità più ruvide degli anni Novanta. Quelle alla Stone Temple Pilots, Talking Heads o Soundgarden, tanto per essere chiari.

Giusto un omaggio esplicito agli irlandesi U2 in “The Mouth Of Love”, ad addolcire 10 tracce che sprigionano voglia di imbracciare una chitarra elettrica e pogare nella pista di un locale notturno, quasi fossimo adolescenti famelici di forti emozioni. Nati a Bologna nel 2003, i Phidge sono prodotti da diversi anni dalla Riff Records di Bolzano e all’attivo hanno numerosi concerti in Italia e all’estero, fatti per la promozione dei 3 album: “Paris” (2016), “It’s All About To Tell”(2008) e “We Never Really Came Back” (2012). Proficua è invece la collaborazione con Bruno Germano (Vacuum Studios di Bologna), lo stesso fonico che ha lavorato anche sul fortunato “Door Selected” che portò letteralmente la band ad essere inserita nella compilation di XL di Repubblica nel 2012, anno di uscita dell’album “We Never Really Came Back”, che conteneva appunto il singolo.

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Cuore pulsante del quartetto sono Dodi Germano e Riccardo "Fedro" Fedrigo che nell’estate del 2001 già si esibivano nei locali di Bologna con il loro duo acustico chiamato Maypan. Dopo il successo dei primi mesi di collaborazione, ad amalgamare l’impasto sonoro vengono contattati il batterista Pietro Boldreghini e il bassista Nick Di Virgilio, già presente nelle fila dei Settlefish. Di lì a poco ecco nascere i Phidge, che nel 2005 finiscono sui palchi del Neapolis e del Six Days Sonic Festival, grazie all’uscita del fortunato promo “Disclosing how it feels” omaggio alla memoria di Ugo Tognazzi.

Censimento musicale, il regolamento

“Paris” è invece una sorta di concept album molto uniforme dal punto di vista sonoro, che si apre con un’ incisiva “Do We”, singolo che fotografa la band nell’atto di domandarsi se fare musica abbia ancora senso. Insofferenze, debolezze, difficoltà e confronti sono alla base dei testi, che provano a mettere l’ascoltatore nella condizione di dare una parola di conforto all’autore dei testi, che nel suo viaggio interiore è però ben consapevole che solo ‘muovendosi’ e provando a reagire potrà uscire da una condizione di malessere.

Un po’ quello che già i gruppi della scena Grunge tentavano di comunicare 20anni fa, cercando di lenire con la musica i dolori di una nuova generazione sempre più incapace di reagire. Ma i Phidge sono risolutivi nel tentativo di eludere l’ascoltatore dalle elucubrazioni mentali, come recitano nel singolo “Memories” e sprigionano energia con l’incalzante “Any Good News”.

E proprio nel 2018 la band festeggia 10 anni dall’uscita di “It’s all about to tell” che arriverà sul mercato (a detta degli stessi) con una versione rimasterizzata e accompagnata dall’uscita del documentario del tour del 2008. Si attendono quindi già numerosi concerti anche nella nostra provincia. Tour e nuove uscite sono sempre aggiornate sulla pagina FB del quartetto.


IL VIDEO:


CHI SONO:

Dodi Germano – voce, chitarre
Riccardo Fedrigo – chitarre, voce
Nicola Di Virgilio – basso
Oscar Astorri – batteria

I Phidge hanno prodotto ad oggi 3 album: “It's all about to tell” (2008, Riff Records), “We never really came back” (2012, Riff Records) e “Paris” (2016, Riff Records). I brani contenuti in Paris sono stati scritti fra il 2013 e il 2015, il disco è stato registrato, mixato e masterizzato ai Raw Studios di Bologna da Angelo Epifani fra marzo e aprile del 2016