Bologna, 17 luglio 2019 - Quanti patentati conoscono il codice della strada? Dopo i primi 4 anni, ogni veicolo va sottoposto a collaudo ogni due anni. Quanti proprietari ripassano le regole? Siamo certi che più controlli, più severità, zero tolleranza siano sufficienti? Io credo che l’utente vada stimolato a studiare. Vanno resi obbligatori corsi d’aggiornamento alla guida con un ripasso della teoria.

Alberto Messori, Modena

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni

Può darsi che corsi di aggiornamento periodici possano servire a sensibilizzare meglio gli automobilisti e a diminuire il numero degli incidenti. Tutto va bene per migliorare la sicurezza. Ma se scorriamo a ritroso la cronaca ci accorgiamo che le cause dei sinistri attengono più che altro a disattenzione, distrazione dovuta all’uso dello smartphone, alta velocità, guida sotto l’effetto di alcolici o di stupefacenti. Chi si comporta in questo modo non lo fa per scarsa conoscenza delle regole, ma perchè delle regole se ne infischia, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. Lo scorso fine settimana è stato drammatico: 12 ragazzi morti nel Nord Italia. In un caso sono state trovate a bordo dell’auto bottiglie di alcolici, in un altro si ipotizza una distrazione fatale. In Sicilia un padre impegnato a postare un video su Facebook mentre guidava ha causato la morte di uno dei due figli e danni irreversibili all’altro. Ecco su cosa tutti noi dobbiamo riflettere: serve una campagna martellante, massiccia, continua di informazione per una guida più responsabile e più attenta. Senza sconti per chi sgarra.

beppe.boni@ilcarlino.net