Bologna, 18 maggio 2019 - Dopo il gesto clamoroso del cardinale-elemosiniere del Papa che ha riallacciato la luce in un edificio occupato da sfrattati, bimbi e anziani, qualcuno ha accusato le curie e le parrocchie di sfrattare persone che occupano loro edifici. La Chiesa è all’avanguardia nei servizio ai poveri che accoglie nelle sue strutture o aiuta a domicilio con le varie associazioni, in primis la Caritas. Se ci fossero casi anomali sarebbero da condannare.

Cesare Innocenti

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni

IL CARDINAL Konrad Krajewski ha commesso un errore, nessun dubbio, seppur animato da carità cristiana. Agire direttamente riattaccando al luce come un elettricista in un edificio occupato abusivamente è stata una scelta fuori dalla legalità che diffonde un messaggio sbagliato. Peraltro là dentro non ci sono solo famiglie senza casa ma esponenti dei centro sociali che gestiscono attività di vario genere fra cui una discoteca con vendita di bevande. Ora pare che il Vaticano paghi la bolletta insoluta di 300mila euro. Bene. Ma se la Chiesa ha intenzione di impegnarsi per risolvere situazioni degradate allora si può fare in modo organico coinvolgendo (subito) istituzioni e Comune. Le parrocchie e i sacerdoti sparsi per l’Italia, dalle città ai villaggi, si sono sempre dati da fare per aiutare gli ultimi. Ma nella legalità. Il Vaticano, con la propria autorevolezza, può scendere in campo come mediatore e con impegni concreti per smuovere le coscienze e le menti di coloro che a Roma, e in altre parti d’Italia, hanno lasciato crescere situazioni fuori controllo.

beppe.boni@ilcarlino.net