Bologna, 13 giugno 2019 - Ho un timore. La nostra società è sempre più invasa da fast food, cibo di strada, occasioni in cui il piatto mordi e fuggi è presentato come il futuro. Non vorrei che proprio in Italia, che pure esporta l’attività e i nomi di grandi chef, si perdesse il gusto del mangiar bene e della tradizione. Sarebbe un peccato perchè il cibo fa parte dell’anima italica.

Giovanna Mazzotti, Modena

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Nel mondo oggi trova spazio anche il «cibo veloce» e non sempre di qualità. Accontenta una fascia di utenti che esiste e crea mercato. Per il resto stia tranquilla: la tradizione italiana della tavola non scomparirà. E’ una eccellenza che continua a fare scuola con idee nuove che però custodiscono la tradizione. Prendiamo il fenomeno delle Cesarine, signore della cucina che aprono le loro case su prenotazione. Sere fa con alcuni colleghi ho cenato in una suggestiva abitazione del centro di Bologna, quasi sospesa sui tetti con vista di San Luca. La padrona di casa, un avvocato, ha cucinato su prenotazione, fra le altre cose, splendide tagliatelle che abbiamo apprezzato circondati da antichi mobili di famiglia. Dieci e lode.Dodici anni fa fu fondata l’associazione “Le Cesarine” da poche cuoche esperte con l’obiettivo di valorizzare la cultura della tavola casalinga attraverso un servizio di home restaurant. Il nome fu ispirato dalla padronanza delle cuoche di una volta, brave e autoritarie. Oggi le Cesarine sono 700 in tutta Italia e si basano su una piattaforma online per mettere in contatto con gli avventori. Attraverso il portale si può scegliere il luogo, la cuoca, e il menù proposto. Provare per credere.

beppe.boni@ilcarlino.net