Bologna, 22 agosto 2019 - In tema di sicurezza stradale ho letto che gli automobilisti devono tenersi almeno a mezzo dai ciclisti che intendono sorpassare: mi sembra il minimo, giusto. Siccome però veniva puntualizzato che la strada è di tutti, sarebbe stato opportuno raccomandare ai ciclisti di pedalare e chiacchierare affiancati solo in aeroporto.
Giancarlo Giuliani

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Già ma poi in aeroporto ci sono gli aerei che rompono le scatole, vanno e vengono. E quindi anche qui i ciclisti sono continuamente disturbati e costretti a rivendicare il loro spazio vitale. Ma ci sono ciclisti e ciclisti. Che poi, parliamoci chiaro, sono anche automobilisti e quindi vivono probabilmente lo stesso dualismo quando essi sono al volante. Il vero problema sono i cicloturisti, non tanto i peones del pedale che popolano le città. Sono belli, tecnologici, hanno bici al titanio che volano, caschetti aerodinamici, abbigliamento perfetto per far scivolare via l’aria. Ma molti (non tutti) quando indossano appunto l’abito dell’agonista tendono a sentirsi principini della strada, campioni pronti per la Vuelta. E molti (non tutti) automobilisti vanno in fibrillazione non appena vedono un gruppo di pedalatori. E giù colpi di clacson e qualche imprecazione. Eppure i ciclisti vanno perdonati e sostenuti perchè coltivano uno sport sano, energico, alla portata di tutti, ecologico. Lanciamo un appello: gli automobilisiti siano più tolleranti e gli eroi quotidiani del pedale condividano un po’ meglio l’asfalto col prossimo. 
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