Bologna, 4 settembre 2019 - Chissà quando i nostri politici cominceranno ad amministrare l’Italia in modo duraturo, soprattutto in favore dei cittadini. Dicono di voler fare un governo per il bene dei cittadini. Poi assistiamo a un tira e molla fra il Pd e ed i Cinquestelle per la spartizione del potere. Voto subito e la palla passi ai cittadini, cioè al popolo sovrano. I Cinquestelle dovevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno, vedremo...
Roberto Bianchi, Cervia (Ra)

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

I Cinquestelle continuano ad essere divisi in due anime: vogliono essere di lotta e di governo, vogliono essere un panzer antisistema ma sono riusciti ad allearsi, nel sistema appunto, prima con la Lega e ora col Pd. Gli avversari di ieri nel giro di poche settimane, da agosto a settembre, sono diventati gli alleati di oggi. Come ha scritto il direttore Michele Brambilla è ora che i Pentastellati abbandonino la retorica antemarcia dato che da tempo hanno preso il Palazzo d’Inverno. Al voto, quindi, per ora non si va anche se sarebbe stata la soluziome migliore. Il potere. Ovvio che devono spartirselo e in prima battuta il potere è rappresentatao dai ministeri e dalla macchina che li fa funzionare. Accanto ai programmi è inevitabile che si parli anche di poltrone e di centri di comando. I Cinquestelle arricciano il naso quando lo sentono dire. Eppure così è. E’ più facile attaccare il potere che gestirlo e difenderlo. Anche Di Maio e compagnia se ne faranno una ragione. Giulio Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha. Vero. Ma a volte confonde chi lo detiene.
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