Bologna, 14 marzo 2018 - Il ricordo per il calciatore Astori è stato immenso. Era un grande, dentro e fuori dal campo e le celebrazioni sono la prova di quanto fosse amato non solo nel mondo del calcio. Fatti che succedono in campo, come Curi del Perugia e quello più recente di Morosini, ma anche fuori. Ci sono tanti giovani vittime dello stesso problema. Un pensiero dedicato anche a loro. 
Claudio Orlandi, Acqualagna (Pesaro)

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Lo sport, se praticato nei suoi valori, è altamente educativo e i ragazzi vanno incentivati. La sfida è mettersi in gioco con se stessi oltre che con gli altri. Ma lo sport è anche stress, impegno fisico e mentale, quindi l’educazione sanitaria è fondamentale. Ciò che è capitato a Davide Astori è una fatalità imprevedibile, ma in tanti casi si può attuare una prevenzione seria. E’ fondamentale che vi sia preparazione da parte di dirigenti sportivi, allenatori, atleti e genitori per far sì che lo sport sia praticato in equilibrio con le capacità individuali e lo stato di salute. Un’attenzione necessaria soprattutto nei confronti degli "atleti occasionali" di media età che ingrossano le fila dei dilettanti. Questi spesso trascurano le elementari norme di prudenza a cominciare da una dieta adeguata e dalla misurazione degli sforzi. La luce rossa del pericolo è accesa.

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