Lucia Borgonzoni è la candidata della Lega alla guida dell’Emilia-Romagna. E siccome spetta alla Lega scegliere – per un patto interno al centrodestra e perché oggi è Matteo Salvini a dare le carte – è molto probabile sia la sottosegretaria a lanciare il guanto di sfida a Stefano Bonaccini. La prima ha tutto da guadagnare, il secondo tutto da perdere. La prima ha visibilità mediatica, esperienza di campagna elettorale sul territorio e il sostegno di un partito forte con un leader all’apice del consenso. Il secondo ha esperienza di governo e valore di amministratore riconosciuto, punta su civici e sindaci in una lista che porti il suo nome sapendo di avere consensi superiori a un partito che pare tentenni, aggrovigliato in distinguo, tatticismi, puntini sulle i. Un regalo per Borgonzoni. 

La partita è iniziata con le elezioni europee e amministrative che hanno segnato la conquista leghista di Ferrara e Forli, ma anche il vigore ritrovato del Pd. Il tavolo di gioco, però, non è solo quello del territorio dove i fatti di Bibbiano sono già oggetto di campagna elettorale e di carte bollate. Pesano e peseranno anche le vicende romane. A cominciare dall’autonomia e dai rapporti tra le forze politiche. La Lega sull’autonomia si gioca molto della credibilità a Nord, in Lombardia come in Veneto. Ma anche in Emilia-Romagna. La proposta emiliana è uno dei cavalli di battaglia di Bonaccini, contiene punti di equilibrio accettabili dal governo e dai 5 Stelle in particolare. Semmai Bonaccini deve temere il fuoco amico. Rilevante, per Stefano e Lucia, sarà ovviamente il tema delle alleanze: con chi andare al governo dell’ex regione rossa? Oltre all’autonomia, lungo la via Emilia ci sono altri tre argomenti sensibili: l’esito dell’inchiesta Angeli e Demoni, le grandi opere, l’economia. Di Bibbiano si è detto. Grandi opere vuol dire, prima di tutto, il Passante di Bologna ridotto a quel Passantino che fa storcere il naso a molti, piace a pochi, ma sembra accontentare tutti in nome del meglio che niente. Tutti tranne i grillini. L’altro argomento sensibile è l’economia, non solo in Emilia-Romagna. La scelta della data delle elezioni sarà a settembre. Votare alle regionali durante o dopo l’approvazione della Finanziaria sarà rilevante.