Bologna, 13 giugno 2018 - Se l'Italia sull’immigrazione prende una ferma posizione nel far rispettare le leggi comunitarie, come nel caso della nave Aquarius, ecco che le altre nazioni si ergono a paladine del buonismo. La Francia dimentica cosa succede alle sue frontiere dove i profughi vengono respinti? E le reti di protezione nelle 2 città spagnole di Ceuta e Melilla in Marocco? Fa bene Salvini a fare la voce grossa. 
Riccardo Raggi

Risponde il condirettore de il Resto del Carlino, Beppe Boni

Li abbiamo abituati male. L’Italia sull’immigrazione ha sempre dato più degli altri Paesi, ha subito l’isolamento al quale ci ha costretto l’Europa, ha affrontato in silenzio il menefreghismo degli Stati vicini di casa. Ora Francia e Spagna protestano («Italia cinica») dopo che abbiamo alzato la mano dicendo basta a questa surreale divisione dei compiti dove gli altri voltano le spalle e noi accogliamo tutti i profughi salvati da navi straniere mentre Malta devia verso la Sicilia i viaggi della speranza. Sollevare il problema respingendo una nave Ong, che pure aveva a bordo i profughi in sicurezza, comportava dei rischi. Il ministro Matteo Salvini è riuscito a sollevare il problema e a invertire l’approccio sul tumultuoso tema dell’accoglienza dei poveri disperati che salgono senza futuro sui barconi. Ovvio che il problema non è risolto, ma almeno adesso tutti insieme e non l’Italia da sola, si prova a trovare una via d’uscita. 
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