Bologna, 5 settembre 2019 - Il fatto che i ministri del M5S abbiano controfirmato fino all’ultimo i decreti di divieto di sbarco è buona cosa. Ciò mi fa sperare che i grillini abbiano chiaro che sulla lotta all’immigrazione irregolare non bisogna fare passi indietro. Sarà decisivo vedere cosa farà il ministro dell’Interno, ma anche quelli delle Infrastrutture e della Difesa. Con il Pd servono patti chiari perché l’invasione dall’Africa non esploda di nuovo.
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Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Il cammino del nuovo governo comincia oggi col giuramento dei ministri. L’immigrazione clandestina resta, fra gli altri, uno dei nodi su cui il Conte -bis dovrà misurarsi pesantemente. Forse Matteo Salvini lo ha amplificato, ma ha fatto scelte precise e severe, come la chiusura dei porti, che hanno messo con le spalle al muro l’Europa e altri Paesi che predicano bene e razzolano male quando c’è da accogliere i migranti. Le modalità della lotta ai mercanti di schiavi cambierà sicuramente. Il ministero dell’Interno è andato ad un prefetto di grande esperienza. Vedremo se cambiando la rotta impressa da Matteo Salvini riuscirà a conciliare accoglienza italiana, severità con gli schiavisti e controllo della controversa presenza delle navi Ong. Resta fermo il fatto che la lotta all’immigrazione clandestina non può essere fatta solo col buonismo ideologico a tutti i costi, ma serve una politica di scelte strutturali. L’Italia, ma nemmeno l’Europa, non possono vuotare l’Africa. E bisogna ricordarsi che dietro una nave che sbarca cento clandestini ne segue sempre un’altra e un’altra ancora.

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