Bologna, 12 giugno 2019 - Nella vita ha fatto poche vacanze. Ho visto il mare quando iniziai la leva a Palermo. Sono però tra quelli che hanno contribuito a far crescere col lavoro l’Italia. Non auspico il ritorno alla situazione di un tempo, ma credo che le residue macchie di povertà si possano cancellare solo con nuovi posti di lavoro. Questo non avverrà con i bonus e col reddito di cittadinanza. 
James Montagnana, Rovigo

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Il reddito di cittadinanza è stato un flop senza precedenti sotto tutti gli aspetti. Non ha risolto la situazione economica di molte famiglie, ha incentivato l’inerzia di chi non ha voglia di cercare lavoro, ha scontentato chi ha incassato meno di ciò che pensava e infine ha scoraggiato le richieste di impiego da parte di molti lavoratori del sud nel settore dell’ accoglienza estiva in Romagna. Quest’ultimo aspetto è testimoniato dagli operatori turistici di Pesaro e Rimini che hanno visto calare drasticamente le richieste. Il governo, che dopo la tornata elettorale con relativi litigi sembra aver ritrovato un equilibrio, dovrà preoccuparsi seriamente di rilanciare il lavoro e l’economia. Nei giorni scorsi il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha alzato la voce:«Basta con l’agenda del contratto di governo, servono lavoro e crescita». Per il presidente degli industriali «la flat tax non è una priorità, prima vanno ridotti tasse e contributi per far aumentare i salari netti dei lavoratori». A buon intenditor poche parole. Ma sentite.
beppe.boni@ilcarlino.net