Bologna, 11 agosto 2019 - M5S si sta sciogliendo come neve al sole. Ha fatto traboccare il vaso con il voto sulla Tav. Si stanno bruciando nell’inferno di follie, di promesse irrealizzabili, di sciocchezze ideologiche, di spazzatura da vecchia sinistra. I leader grillini hanno steso una corda alla quale rimarranno impiccati. La Lega invece ha consentito la realizzazione di operazioni a volte opposte alle idee della sua base. 
Cristiano Roversi, Ferrara

 

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

I Cinquestelle al prossimo giro di giostra delle elezioni rischiano di perdere molte stelle, cioè molti voti, lungo la strada. La Lega sovranista di Matteo Salvini sarà pure ruvida e talvolta irruenta con toni sopra le righe, ma almeno guarda avanti. I Cinquestelle si sono caratterizzati in questo scampolo di legislatura più per i no che per i sì. A cominciare dal diniego alla Tav che ha fatto saltare il governo (Ma almeno c’è l’ok al Passante di Bologna). Soprattutto sulle grandi opere, col ministro Danilo Toninelli in testa, i nipotini di Beppe Grillo si sono distinti per fermare tutto: strutture come la Tav Torino-Lione, il gasdottoTap, il Terzo valico e a seguire strade, sottopassi, piste di aeroporto, ferrovie urbane, metropolitane, ponti sparsi per il suolo italico. Tutte opere bloccate con motivazioni diverse: approfondimenti, valutazioni, analisi supplementari. È l’Italia dei 5 Stelle che ha ibernato scelte fondamentali per il Paese sognando invece l’inutile reddito di cittadinanza. Questa è il Paradiso di Danilo Toninelli, il ministro ai Trasporti che ama l’immobilità. Così il governo si è fermato.
beppe.boni@ilcarlino.net