Bologna, 9 giugno 2019 - Ho letto che la tartaruga marina Aurora, salvata in Adriatico dopo aver ingerito rifiuti di plastica, è salva. Ci sono voluti due mesi per espellere la plastica che lei aveva scambiato per cibo. Aurora è pronta per il ritorno in mare dopo le cure del centro ricerche ravennate Cestha. Molte specie marine sono a rischio per la plastica, uno dei grandi flagelli del mare. Questo materiale va abolito: inquina e uccide gli animali. 
Giovanni Martellini, Pesaro

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Il mare viene troppo spesso scambiato per una discarica e sconsiderati di ogni tipo, dai turisti agli uomini a bordo di diverse navi, non si curano dell’inquinamento che provocano gettando rifiuti di ogni genere in acqua. Sono pazzi che non si rendono conto del danno che provocano. La plastica non si può e non si deve abolire. Se ne può limitare talvolta l’uso a scopo ambientale, come sta succedendo negli stabilimenti della Riviera. E’ come se cancellassimo le automobili perché esistono gli incidenti. C’è un codice della strada e se si rispetta si evitano i guai. Idem con i rifiuti in plastica. La società civile deve imparare che si tratta di un materiale non biodegradabile nell’ambiente e quindi dopo averlo utilizzato va smaltito correttamente. Serve una campagna continua e martellante, come si fa per avvertire i cittadini dei danni del fumo, dell’inquinamento e dei pericoli della strada. Bisogna cominciare già dai banchi di scuola perché la coscienza ambientale si forma già negli anni dell’infanzia.
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