Bologna 26 aprile 2019 - Bologna sfratta gli studenti e apre ai turisti: non é così. Con gli studenti ci sono a volte problemai di educazione e rispetto delle norme. Il proprietario si trova ad affrontare problemi non solo per la struttura in locazione ma anche nei rapporti con i vicini: schiamazzi a tutte le ore, notte compresa. Nessun bolognese ce l’ha con gli studenti, (una ricchezza) ma non sopporta più di convivere con chi gli peggiora la qualità della vita.

Giulio Manenti, Bologna

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni

Il caso corre su due binari. Uno riguarda la sempre minore disponibilità di locali per gli studenti e l’altro il perenne nodo delle notti allegre nelle zone del centro con grandi bevute, musica e schiamazzi. Primo punto. Bologna sta vivendo una crescita turistica esponenziale. La città si è strutturata molto bene per vendere la propria immagine all’estero. Il grande hub aeroportuale di Ryan Air contribuisce a portare da queste parti migliaia di turisti e quindi molti proprietari di abitazioni stanno virando verso l’accoglienza turistica che risulta più remunerativa rispetto agli affitti per studenti. L’università e alcune associazioni stanno correndo ai ripari con nuovi studentati per centinaia di posti.

Le notti turbolente. E’ un vecchio problema che affligge alcune zone del centro storico. Comune e forze dell’ordine si danno da fare per attenuare i disagi. E a corrente alterna ci riescono. La tribù dei nottambuli rumorosi non è composta solo da studenti, ma da una fauna variegata di giovani. E qui non servono tante formule: basta il polso fermo da parte di autorità e forze dell’ordine.

beppe.boni@ilcarlino.net