Bologna, 14 luglio 2019 - Dante ha preso la pineta di Classe ad esempio per descrivere il Paradiso Terrestre e l’ha chiamata ‘la divina foresta spessa e viva’. Avendo vissuto per tanto tempo in Romagna, ha avuto modo di conoscere di che pasta sono fatti i romagnoli e sapeva che anche dopo uno sfacelo come quello che ha subito la pineta del litorale, presto sarebbe tornata ad essere ‘spessa e viva’ degna di essere un Paradiso Terrestre.
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Risponde il condirettore de 'Il Resto del Carlino', Beppe Boni

Difficile sapere con esattezza se ai tempi di Dante il clima era impazzito come lo è oggi con tornado tropicali che spazzano periodicamente la pianura padana. La natura di solito provvede a rigenerare se stessa e così accadrà anche per la pineta di Milano Marittima devastata dalla tromba d’aria. Ma i romagnoli, gente pratica che ha ben chiaro che l’estate è fonte primaria del loro guadagno, si sono dati da fare come dannati. Nel giro di nemmeno 24 ore gli stabilimenti balneari distrutti sono stati ripristinati, come del resto anche le strade invase dagli alberi caduti. E’ stata una grande operazione di mutuo soccorso a cui hanno preso parte operatori turistici, turisti, pubbliche amministrazioni. Hanno lavorato tutti insieme appassionatamente, compresi gli operatori che hanno schivato i danni ma pronti a soccorrere i colleghi. Nessuno nell’immediato ha avviato piagnistei e appelli allo Stato chiedendo aiuti, piani di emergenza, stati di calamità. Intanto si sono rimboccati le maniche. Questa è la Romagna, signori. 

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