Bologna, 6 dicembre 2019 - Se è vero che i numeri non sono fondamentali per la matematica, è futile pensare che, anche in tema di cronaca e giustizia, una statistica possa tranquillizzare un Paese. Non è un caso che nei bar e nei negozi di Valsamoggia, morbida campagna bolognese dove ieri un ladro è stato ucciso con un colpo di pistola dal custode di una villa, tornino gli stessi ragionamenti di Wittgenstein: i numeri non sono fondamentali. 
Qui non serve raccontare che i furti sono diminuiti, che sono stati fatti più arresti, che – come ha detto al Qn il ministro Lamorgese – le città saranno più sicure. L’insicurezza è un dato reale, fatto di vetrine spaccate e appelli non ascoltati.

Persino il sindaco pd duro e puro di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, si sfoga così: «Lo Stato ha fallito». È l’errore di una sinistra che per anni ha negato, fatto finta di non vedere, coperto gli incubi con il cuscino, quando invece serviva una sveglia forte. Il risultato è la stanchezza della gente, sono le denunce che a volte nemmeno vengono sporte, le reazioni esasperate. La diffusione delle armi, in altri Stati, ha portato a esiti scellerati.

Nel caso di Valsamoggia, i giudici accerteranno se sia stato giusto contestare al custode l’omicidio preterintenzionale o se, invece, non fosse un caso di «pericolo attuale», ergo di legittima difesa. Ci sono tre dati pacifici nella vicenda: l’arma era regolarmente detenuta; era in corso un tentativo di effrazione dopo una notte di raid in un territorio già martoriato; tutta la comunità si è sentita abbandonata, sola. 

Questo nonostante l’impegno delle forze dell’ordine: è impossibile presidiare ogni abitazione. Ma servono organici rimpolpati e una politica che non neghi né insegua. Lorenzo Danieli, che di furti ne ha subiti 27 nel Trevigiano ed è finito al centro delle cronache, dice che «la nuova legge sulla legittima difesa è un passo avanti, ma serve una presa di posizione seria per fermare questi delinquenti e fare in modo che le forze dell’ordine facciano il loro lavoro, e le persone oneste vivano tranquille nelle loro case».

La base di partenza è pure giuridica: tra la non punibilità per tenuità del fatto e le pene, spesso risibili, per i reati contro il patrimonio, chi ruba vede la galera solo per poche ore. E di certo non viene rieducato da un sistema a maglie larghe.

Senza contare che la legittima difesa domiciliare presunta – introdotta da pochi mesi – ha cambiato, ma non rivoluzionato il sistema. Questo caso lo dimostra. Eppure, pare un ossimoro, la proprietà privata sarebbe, anzi, è difesa dalla Costituzione.