Bologna, 11 maggio 2019 - Sarei curioso di sapere quanti Comuni in Emilia Romagna hanno fatto la mappatura dell’amianto in modo da controllare questa sostanza tossica. Saperlo è importante per impedire ai malintenzionati di buttare il materiale in discariche non autorizzate. Si ha notizia di eternit gettati nei boschi. Poi ci meravigliamo della ‘terra dei fuochi’ in Campania. Se facciamo prevenzione eviteremo queste pericolose situazioni.
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Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

L’Emilia Romagna è una Regione che dal punto di vista ambientale ha le carte abbastanza in regola. E’ difficile sapere quanti Comuni hanno fatto la mappatura, ma certamente la Regione ha elaborato un robusto piano di incentivi anti amianto per le aziende.
Con una delibera della giunta licenziata a febbraio è stato approvato il nuovo bando. Questo provvedimento mette a disposizione delle imprese oltre tre milioni di euro per sostenere la qualificazione ambientale promuovendo la bonifica attraverso aiuti economici per la rimozione del cemento-amianto dai luoghi di lavoro. Ma ciò che preoccupa a latere del tema amianto è la coscienza invece non sempre pulita dei cittadini. Troppo spesso troviamo rifiuti abbandonati nei fossi e nelle campagne. Una vergogna che andrebbe punita severamente. Una cattiva abitudine di molti cittadini è anche quella di abbandonare rifiuti solidi (frigoriferi, televisori, mobili) accanto ai cassonetti della differenziata. E’ inciviltà. Bene la battaglia contro l’amianto, ma tutti noi dobbiamo cominciare ad osservare le regole di base nello smaltimento dei rifiuti urbani.

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