Bologna, 30 agosto 2018 - Non riesco a dissipare un dubbio che mi è sorto in questi giorni. Si è da poco celebrato il secondo anniversario del terremoto del Centro Italia in mezzo a cumuli di macerie e con, finalmente, Nonna Peppina a casa sua. A Genova, dopo la tragedia del ponte, è pronto il piano di ricollocamento per coloro che non hanno più una casa. Tutto in dieci giorni. Ma è un’altra Italia?
Giuseppe Gardini, Bologna

Risponde il condirettore de il Resto del Carlino, Beppe Boni

Ovviamente bisogna tenere conto degli scenari diversi. Un sisma con centinaia di case crollate e il numero, infinitamente minore, delle abitazioni sgomberate a Genova. Però è vero che ci sono due Italie, o forse anche di più. La malaburocrazia e la lentezza di certi procedimenti amministrativi hanno rallentato la ricosstruzione nelle zone del sisma, ma non si capisce mai di chi sia la colpa. Lo scaricabarile delle responsabilità è una giungla. Per non parlare della sanità. Ci sono ospedali d’eccellenza al Nord diventati meta massiccia del turismo sanitario dal Sud perchè in alcune zone la sanità funziona male o a singhiozzo. Un nodo che non si riesce a sciogliere. Colpa del clima? Della latitudine? Misteri italiani. E’ solo un esempio, eppure l’elenco delle anomalie potrebbe continuare. In questi casi l’unità d’Italia non è ancora stata realizzata.
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