Bologna, 24 luglio 2019 - Sabato mattina sono rientrata a Bologna. Da Forlì tutti incolonnati in entrambe le direzioni fino a Bologna. Questa è la normalità. Non capisco la miopia della Regione Emilia Romagna, di Autostrade e del comune di Bologna che pensano di risolvere il problema con il passante di mezzo. L’ intervento non risolverà nulla: l’autostrada va ampliata con un nuovo tracciato a Nord e convertire il tratto cittadino in tangenziale.

Guglielmina De Angelis, Bologna

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Le sue valutazioni sono quelle di una persona di buonsenso e pur senza essere in possesso di sondaggi certificati mi sentirei di dire che rispecchia il pensiero della maggioranza delle persone, bolognesi e non, che hanno a che fare con il nodo del traffico della città delle Due torri. La politica da anni sulla vicenda del passante di Bologna, ha sbandato, ha assunto derive assurde, ha fatto retromarcia e messo toppe più dannose del buco. La soluzione a Nord è quella più ovvia e risolutiva. E invece si stiracchia e si rivolta continuamente una scelta che punta ad allargare poco e male l’attuale tracciato della tangenziale. Come curare la broncopolmonite con una tisana alle erbe. E la politica mette in scena uno spettacolo umiliante con i Cinque stelle che hanno fatto mille giravolte divisi tra loro. Il Passante (che sarà insufficiente) è stato appena approvato in consiglio comunale a Bologna. Il Pd è diviso, i Pentastellati locali in polemica con il loro ministro (Toninelli) hanno votato no insieme alla Lega che invece a livello nazionale è per lo sblocco delle grandi opere. E’ l’Italia in confusione. 
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