La prima italiana de ‘La vita nuova’ di Romeo Castellucci si terrà negli spazi del DumBo
La prima italiana de ‘La vita nuova’ di Romeo Castellucci si terrà negli spazi del DumBo

Bologna, 15 gennaio 2020 - I numeri della grande festa del Bello che invaderà la città, a corollario e integrazione delle giornate di Arte Fiera previste dal 24 al 26 (inaugurazione il 23), sono imponenti: 126 gli spazi coinvolti, 23 i progetti speciali istituzionali a ingresso gratuito, dieci i giorni di kermesse (da venerdì al 26). Art City, il programma di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune in collaborazione con Bolognafiere, arriva insomma in questa sua ottava edizione a un punto di eccellenza che conferma ovviamente la tradizionale Notte Bianca dell’Arte prevista stavolta sabato 25. Non ci sarà un filo comune a legare mostre, performance e installazioni ma "si potranno individuare – spiega il direttore artistico Lorenzo Balbi - alcuni elementi prevalenti". Che sono una forte presenza femminile fra gli artisti, un intrigante confronto generazionale fra nomi affermati ed emergenti, una massiccia incursione nella pittura, che è linguaggio molto presente anche ad Arte Fiera.

E’ una costellazione diversa dal solito quella dell’edizione 2020 di Art City. A partire dai luoghi inconsueti. Come DumBO, nell’area rigenerata dell’ex scalo ferroviario Ravone in via Cesarini 19: lì il 24 e 25 (due repliche alle 19 e alle 21, ingresso con coupon ritirabile domenica dalle 10 a MAMbo o on line su eventbrite) sarà il teatro dell’evento speciale ‘La vita nuova’ firmato da Romeo Castellucci. Ma spazi insoliti sono anche Kappanoun di San Lazzaro (ospita in via Lambertini da sabato al 29 marzo una personale di Jimmie Durham, Leone d’oro alla carriera alla Biennale), lo studio privato di Concetto Pozzati di via Zamboni 57 (dal 24 al 26 vi è prevista una performance diretta da Angela Malfitano con Massimo Scola), la hall dell’Alta Velocità al quarto piano sotterraneo della stazione dove fra i binari 17 e 18 Riccardo Benassi dal 24 al 28 presenterà una propria installazione. 

MamBO inaugura il 23 un’attesa collettiva di sette fra i più noti artisti contemporanei che resterà nella sala della Ciminiere fino al 3 maggio. Non solo: per l’occasione è stato pensato un riallestimento della prima sala della collezione permanente dedicata alla pittura romana degli anni ‘60, imperniato sui celebri ‘Funerali di Togliatti’ di Guttuso. Sempre nelle Collezioni troverà poi spazio, a partire da mercoledì prossimo, l’installazione ‘Ossi’ di Claudia Losi

Resterà fino al 18 aprile alla Fondazione del Monte di via delle Donzelle la collettiva che si inaugura sabato pomeriggio ‘3 Body Configurations’ dedicato a Claude Cahun, VALIE EXPORT, Ottonella Mocellin, tre testimoni dei movimenti del XX secolo. Domenica pomeriggio apre invece a San Filippo Neri l’intervento site specific curato da Maura Pozzati ‘Nave Nodriza’, della spagnola Eulalia Validosera. E, a proposito di artisti noti, bisogna ricordare la personale di Antoni Muntadas, ospitata da sabato al 22 marzo a Villa delle Rose. Ancora per flash: i ‘Vestimenti’ di Sissi a Palazzo Bentivoglio, la robotica di Mika Taanila all’Esprit Nouveau, la performance di Valentina Vetturi nel foyer del Comunale. E ancora Nicola Toffolini a Palazzo Poggi, Donatella Lombardo al Museo della Musica, Silvia Costa alla Biblioteca delle donne, Silvia Camporesi allo Spazio Carbonesi, Alessandro Lupi al Cubo, Ann Veronica Janssens a Palazzo Re Enzo e un gruppo di 13 pittori contemporanei alla Banca di Bologna. C’è altro. Come il progetto ‘Via libera per volare’ che, partendo dal Davia Bargellini, si irradierà nel cortile di Palazzo d’Accursio, nella lounge dell’aeroporto Marconi, nel reparto di pediatria del Sant’Orsola e e alla Casa della Conoscenza di Casalecchio. Ancora spazi nuovi, ancora luoghi inconsueti.