Bologna, 31 gennaio 2019 - Ai blocchi di partenza per Arte Fiera che da domani, venerdì 1 febbraio, apre le porte al pubblico fino a lunedì 4 febbraio (FOTO). Un anno di novità il 2019 con la direzione artistica di Simone Menegoi che si dice pronto a "portare la bandiera dell'italianità nell'arte, per promuovere sul mercato il valore degli artisti italiani". "Sono soddisfatto che la principale novità di quest'anno sia stata ben accettata - prosegue il direttore -. Ho chiesto alle gallerie che portassero pochi artisti e ho incentivato le monografie, una scommessa che ci ha portato però più di 147 gallerie con tante riconferme, ritorni e nuovi iscritti".

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MIKA ROTTENBERG AL MAMBO

A presentare la nuova edizione (VIDEO) tanti ospiti tra cui l'assessore alla cultura Matteo Lepore: "Da una fiera che stava per chiudere a una delle realtà più interessanti del nostro territorio. La nostra città deve diventare un punto di riferimento artistico in tutta l'Europa". All'apertura dell'evento anche Luigia Borgonzoni, sottosegretario del ministero per i Beni e le attività culturali. "Noi avevamo un'Arte Fiera un po' dispersiva, ora invece la focalizzazione è più precisa che ti attraggono anche solo camminando - dichiara il sottosegretario -. Dare una centralità agli artisti italiani è fondamentale, abbiamo il grande problema di avere artisti che sono poco conosciuti all'estero, o che sono costretti ad andarsene. Il ministero ha stanziato 3 milioni e mezzo per la promozione della creatività contemporanea degli italiani all'estero, ulteriormente come Lega, vorremmo far entrare il regime di IVA agevolata anche le opere d'arte". 

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La direzione artistica di Simone Manegoi porta ad Arte Fiera, oltre alla selezione delle gallerie nella Main Section, una sezione dedicata interamente alla "Fotografia e alle immagini in movimento". In quest'ottica nasce una profonda collaborazione con due realtà legate a questo ambiente: Igers Bologna e The Mammoth's Reflex, webmagazine dedicato alla fotografia. Gli @Igers Bologna andranno alla scoperta degli stand più 'instagrammabili' della manifestazione e i 5 migliori scatti saranno divulgati tramite i canali social di The Mammoth's Reflex e Arte Fiera.

Tra le tante novità alcune più di altre si distinguono nel panorama di proposte di quest'anno in 5 grandi progetti.

1. Curtesy Emilia Romagna
La maggiore novità del programma collaterale di Arte e Fiera è Solo figura e sfondo, una mostra dedicata alle collezioni istituzionali d'arte moderna e contemporanea della Regione, pubbliche e private. Curata da Davide Ferri, si trova al padiglione 26 della Fiera, si propone come la prima di una lunga serie per celebrare il patrimonio collezionistico del territorio, un vero e proprio museo diffuso.

2. Oplà. Performing Activities
Silvia Fanti ha ideato un programma di azioni che si svolgono dentro l'edificio della fiera, fuori di essa e ai suoi margini, seguendo due obiettivi: legare l'evento fieristico alla città e aprire, all'interno di un evento commerciale come la Fiera, degli spazi in cui oggetti e servizi non sono in vendita, ma affidate ad altre logiche economiche paradossali come lo scambio di parole e idee.

3. I laboratori didattici Micro/Macro
Per promuovere il legame tra arte e scienza, Arte Fiera, insieme alla Fondazione Golinelli propone dei laboratori di didattici per i più piccoli, ma non solo, sono aperti a tutti e dureranno per tutto il periodo della fiera

4. I talk con Flash Art
Arte Fiera collabora con la rivista Flash Art per l'edizione 2019 con un progetto di "Content partnership" con un programma di talk intitolato i Dialoghi sull'arte italiana, che si configura come un itinerario che intende attraversare pratiche artistiche e tendenze emergenti. Strutturato in 3 giornate, gli incontri saranno delle vere e proprie tavole rotonde e conversazioni tra artisti e curatori

5. Hic et Nunc, quando i primi saranno gli ultimi
Ultimo grande progetto a essere raccontato, ma il primo ad accogliere i visitatori. Proprio all'ingresso, nell'area del Centro Servizi, verrà ospitato Hic et Nunc, una lounge creata dall'artista Flavio Favelli che rappresenta una scultura abitabile, un'opera sospesa, fra funzionalità ed estetica, dimensione domestica e pubblica. Poche opere e separé con sedute che permettono di sostare e mirare le sculture, il tutto per creare un senso di intimità.