I Papa Roach saranno protagonista a BOtanique 2019
I Papa Roach saranno protagonista a BOtanique 2019

Bologna, 12 giugno 2019 - Un requiem per BOtanique? Non necessariamente. Quello che i Giardini di via Filippo Re hanno ospitato per anni è scolpito nella storia delle estati rockeggianti cittadine, ma più di un segnale suggerisce che «the coolest garden» (il giardino più bello) del centro città dalla prossima estate potrebbe non riecheggiare più delle note griffate Estragon. L’interrogativo si pone in occasione della presentazione della decima edizione di uno dei format più riusciti dell’estate bolognese, al via venerdì e in corso fino al 27 luglio: ventisei live per trenta serate «plastic free», diciannove gratuiti e sette a pagamento. All’enigma «restiamo o no?» accenna con più di un «forse» Lele Roveri, direttore artistico della rassegna. «Qualche tentativo lo faremo per cercare una «venue» adatta a produzioni più grandi per impatto sonoro e numero di partecipanti». Un esempio è il concerto dei Papa Roach (18 giugno) che per sfogliare ‘Who Do You Trust’, uno dei dischi rock più importanti dell’anno, dovranno esibirsi all’Estragon.

A introdurre BOtanique 10.0 è stato l’assessore alla cultura, Matteo Lepore. «L’estate è partita bene tra i format del Pilastro (al Dom) e del Dopolavoro (Baum Festival), in attesa delle Biblioteche in piazza che saranno protagoniste in Piazza Verdi. Entusiasmante il Poetry Slam degli allievi delle Aldini Valeriani, poi condotti allo Stabat Mater a «rappare» con noi. Tutto procede secondo le aspettative, in attesa dei quattro grandi concerti del Bologna Sonic Park. Il prossimo sarà l’anno della musica per cui lavoreremo fianco a fianco con l’Estragon».

Botanique 10.0 comincia venerdì con l’esibizione dei Brass Against (21.30), un collettivo che reinterpreta classici di Rage Against The Machine, Tool, Audioslave, Beastie Boys e molti altri. Sabato, Notte della Taranta con i Tamburellisti di Torrepaduli, tra pizzica e taranta. Dopo la proiezione del film Monty Python e il Sacro Graal (20 giugno), da segnalare il 24 il concerto di Luchè (7 euro), che dopo il successo dell’ album «Potere» entrato direttamente alla numero 1 della classifica FIMI, e il 19 quello di Joan As Police Woman, una tra le artiste più stravaganti del songwriting al femminile, multistrumentista newyorkese che ha collaborato con Elton John, Lou Reed, Nick Cave, Rufus Wainwright, Antony e Battiato.

Divertente è il Duo Bucolico Live dei romagnoli Antonio Ramberti e Daniele Maggioli dal cantautorato illogico d’avanguardia (sabato 22). Tra i quasi imperdibili, il concerto hip-hop di Sara Hebe (21 giugno), artista argentina che fa poesia urbana mescolata all’hip hop dei quartieri poveri di Buenos Aires, con funk carioca, reggae, punk e cumbia. Numerosi i fan dei Diaframma (28 giugno), esperienza più longeva della scena musicale indipendente che presentano l’album «L’abisso». A pagamento il ritorno di Giovanni Lindo Ferretti (3 luglio), mentre invece è gratuito il rendez-vous (il 13) di Ginevra Di Marco e Cristina Donà, finalmente insieme.

Fine chiacchierata con Giovanni Beccari, del Cefa, anello di congiunzione tra Africa e Bologna, che annuncia Boafrique, rassegna spalmata su quattro appuntamenti che verrà inaugurata il 17 luglio dai palestinesi Al Raseef; per il Mandela Day si potrà assistere al film Mandela, la lunga strada verso la libertà (il 18, ore 22). Ospiti attesi i Marlene Kuntz (22 luglio), potenti, lascivi, poetici, al punto che qualcuno li definì «i Montale del rock».