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Cartellone Duse 2018, il teatro rialza il sipario sulle storie di donne e di società

Una stagione ricca che include anche danza, concerti, bambini

di CLAUDIO CUMANI
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2018 alle 19:13
Monica Guerritore è ‘Giovanna d’Arco’ (22 novembre)

Bologna, 8 settembre 2018 - I numeri dicono già tutto: dal 2011 al 2017 gli abbonati sono passati da 372 a oltre 3000, gli spettacoli da 24 a 75, gli spettatori da 45mila a oltre 102mila. Non solo. Quest’anno il Fus ha di fatto confermato il proprio contributo mentre il Comune ha deciso di portare da 60mila e 75mila euro l’importo della convenzione. Il Duse col vento in poppa, allora? Sì, ma si può...chiedere di più.

«Il sostegno – ha detto ieri mattina alla presentazione della seconda parte di stagione Walter Mramor, il presidente di Teatro Duse srl che da otto anni gestisce il palcoscenico di via Cartoleria – non è ancora sufficiente, viste le tante iniziative messe in campo sul piano sociale e formativo. Non a caso il ministero ci ha riconosciuti come il miglior organismo di programmazione teatrale italiano».

Dunque, ai 19 spettacoli di prosa già noti (apre dal 30 ottobre al 4 novembre Alessandro Bergonzoni, mentre, rispetto a quanto annunciato, Leo Gullotta con Pensaci Giacomino sostituisce l’allestimento annullato di Massimo Ghini) si aggiungono ora altri nutriti calendari. La stagione (di cui Qn-il Resto del Carlino è media-partner) si apre il 17 ottobre con Giorgio Comaschi nelle insolite vesti di cantante.

Lo spettacolo si intitola Com e il gruppo che lo accompagna ‘Le signorine delle cinque e un quarto’. Di fatto l’attore proporrà 18 canzoni inedite da lui scritte. «Un teatro canzonetta – spiega – in cui cito atmosfere alla Conte, Guccini e Jannacci». Le sezioni, allora. ‘Duse racconti’ raccoglie storie di donne: Monica Guerritore è Giovanna d’Arco (22 novembre), Valentina Ludovini rilegge un classico di Fo-Rame come Tutta casa, letto e chiesa (19 dicembre), Francesca Reggiani porta la consueta ironia in Doc Donne di origine controllata (7 febbraio) e, soprattutto, la scrittrice Michela Murgia interpreta un monologo da lei scritto intitolato Dove sono le donne? (12 marzo). Non mancano i grandi nomi in ‘Duseoltre’: Simone Cristicchi propone una inconsueta favola metropolitana (Manuale di volo per l’uomo, 29 novembre) mentre Claudio Santamaria in compagnia dei Marlene Kuntz (17 dicembre) compie con Il castello di Vogelod un viaggio musicale nella pellicola di Murnau tra parole e immagini. Sarà un evento?

C’è il tema delle migrazioni di massa in Lampedusa con Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano (17 gennaio), è forte l’attuale depressione sociale in La classe di Vincenzo Manna (4 febbraio). Chiude il comparto l’affabulatore Federico Buffa (21 febbraio) con Il rigore che non c’era. Desta ancora molta attenzione Luca Argentero (23 gennaio) diretto da Edoardo Leo in È questa la vita che sognavo da bambino.

Sei le proposte di ‘Dusedanza’: si comincia il 20 novembre con un omaggio a Nijinsky della compagnia Egribiancodanza e si finisce l’11 aprile con la MM Contemporary Dance divisa fra Schubert e Gershwin. Vanno ancora ricordati il galà di Capodanno con Matthew Lee, La grande storia dell’impressionismo raccontata da Marco Goldin il 14 marzo, i concerti (fra gli altri Vasco Brondi l’11 dicembre), la stagione dell’Orchestra Senzaspine, l’attività di Fantateatro. In questa seconda tranche ci sono 50 spettacoli per oltre 100 repliche. I numeri dicono già tutto.

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