di Pierfrancesco Pacoda Riconoscere alle professioni culturali dignità e ufficialità, creando uno ‘Statuto del lavoro nello spettacolo’ Lo auspica il Forum Arte Spettacolo, una realtà nata da poco, ma già ricca di adesioni, sia tra le personalità più rappresentative del ‘fare musica’ in Italia, sia tra gli amministrazioni pubbliche, come quella di Bologna. Una serie di richieste per dare regole certe a un mondo spesso evanescente, pur avendo invece una funzione importante sia dal punto sociale che della sviluppo economico sono state presentate ieri a Bologna nella sala Stabat...

di Pierfrancesco Pacoda

Riconoscere alle professioni culturali dignità e ufficialità, creando uno ‘Statuto del lavoro nello spettacolo’ Lo auspica il Forum Arte Spettacolo, una realtà nata da poco, ma già ricca di adesioni, sia tra le personalità più rappresentative del ‘fare musica’ in Italia, sia tra gli amministrazioni pubbliche, come quella di Bologna.

Una serie di richieste per dare regole certe a un mondo spesso evanescente, pur avendo invece una funzione importante sia dal punto sociale che della sviluppo economico sono state presentate ieri a Bologna nella sala Stabat Mater dell’Archiginnasio da alcuni dei promotori dell’iniziativa: Paolo Fresu e Diodato, con la collaborazione di DOC Servizi, la cooperativa che riunisce le diverse figure del mondo dello spettacolo.

I punti prinicpali si riassumono così: posizione previdenziale unica per artisti e professionisti dello spettacolo; reddito integrativo per artisti e professionisti dello spettacolo; sportello unico su piattaforma open source sul quale organizzare i registri delle professioni e tutti gli eventi; semplificazioni per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni artistiche; incentivi economici a sostegno dello spettacolo.

Una iniziativa resa possibile, in particolare, grazie all’impegno di alcuni tra gli artisti più celebri della scena musicale italiana, al di là dei differenti linguaggi creativi. Per alcuni di loro il virus ha significato l’interruzione dell’attività proprio alle soglie di un tour, con conseguente perdita di lavoro, non solo per loro, ma per tutto il sistema organizzativo, pensiamo alla logistica, ai trasporti, alla gestione tecnica dei concerti, che li riguarda.

È il caso di Diodato, che aveva appena trionfato all’edizione 2020 di Sanremo e che ha dovuto cancellare tutti gli impegni. "Durante il lockdown attraverso i social ho raccolto la sofferenza di tutti i tecnici con i quali lavoro e sono cresciuto. Come avremmo fatto senza la musica e senza la cultura? Riflettevo su quanto fosse strano che un Paese come il nostro che ha un patrimonio culturale unico al mondo, faccia ancora così fatica quando si parla di cultura. Ho capito che io e altri colleghi artisti potevamo amplificare questo messaggio e accendere un riflettore sui lavoratori dello spettacolo". Gli fa eco il trombettista Paolo Fresu: "È un comparto, il nostro, di grande precarietà, che necessita di uno statuto professionale capace di collocare gli artisti e le maestranze in un luogo nuovo e protetto. Solo così ci sentiremo fieri del nostro ruolo sociale, contribuendo anche alla crescita del paese".

Da qui le proposte presentate in anteprima ieri che hanno a che fare con previdenza, registri delle professioni, semplificazioni burocratiche e incentivi economici a sostegno dello spettacolo che, in maniera organica, se accolte dalle Istituzioni, dovrebbero dare maggiore consistenza e razionalità a un settore così importante e così, sino a oggi, trascurato.