Stefano Bicocchi, in arte Vito
Stefano Bicocchi, in arte Vito

Bologna, 12 novembre 2019 - Letteratura, cinema, televisione: basta che ci sia del poliziesco. Nasce all’ombra delle Due Torri, perfetta città del mistero e dal dark side che fa scuola, nel bene e nel male, tra fictione realtà, il Giallo Festival che il 16 e 17 novembre, sotto la regia di Damster-Edizioni del Loggione, pennellerà di crimine e psicologia dibattiti, presentazioni di libri, cocktail, cene e giornate di studio.

Al Sympò di via Lame 83, una chiesa del Cinquecento riconvertita in spazio per manifestazioni, arriveranno Alessandro D’Alatri per parlare della nuova serie sul Commissario Ricciardi interpretato da Lino Guanciale, Carlo Lucarelli per portarci nei meandri dell’ispettore Coliandro, Marco Malvaldi che parlerà del suo nuovo giallo Vento in scatola scritto con Glay Ghammouri, un ex militare tunisino oggi detenuto in Italia, Veit Heinichen (scrittore tedesco di besteseller ambientati a Trieste), Sofia Assirelli sceneggiatrice della fiction La porta rossa.

Sarà tra i personaggi di punta (del resto è l’unico protagonista di un libro giallo che presenzia a una crime kermesse) anche Stefano Bicocchi, in arte Vito, che è diventato protagonista del thriller Buono da morire, scritto dal collettivo bolognese REMS e pubblicato da Damster-Edizioni del Loggione, che in questa occasione lancerà la collana Gialli Damster, dove si sente echeggiare il fascino cult del Giallo Mondadori, collana storica nata nel 1929 che il festival intende celebrare. 

Dalla fiction alla verità, al festival – sotto la direzione di Massimo Casarini, Maurizio Malavolta e Simone Metalli –, ci sarà spazio anche per la cronaca, con l’incontro sulla Uno Bianca Una storia di lucidi criminali al centro di un folle disegno di caos: a parlarne due ex poliziotti, ai tempi in servizio a Bologna e oggi scrittori. Sono Carmelo Pecora e Maurizio Matrone che, assieme a Rosanna Zecchi presidentessa dell’associazione parenti e vittime della Uno Bianca, il giornalista del TG3 Luca Ponzi e Nicoletta Tempera, giornalista de il Resto del Carlino, discuteranno con Massimo Fagnoni e Alessandro Maurizi, poliziotti-scrittori, del rapporto tra stampa e forze dell’ordine.

Che impatto può avere avuto il genere crime in Europa? C’è anche un momento di studio e disamina al festival che pare voler indagare ogni possibile intersezione, e così Monica Dall’Asta, professoressa all’Ateneo bolognese, illustrerà il progetto DETECt, che ha prodotto un report sul tema dal 1989 ad oggi: obiettivo della ricerca è quello di trovare le soluzioni più efficaci per rappresentare la complessa geografia del ‘crime’, evidenziando le linee di continuità interne che ne fanno una delle espressioni più caratteristiche della cultura popolare contemporanea. 

Questa prima edizione, a ingresso libero anche grazie al sostegno di Bper Banca, proporrà domenica alle 10 del mattino, uno Yellow Pitch, ovvero il momento (5 minuti) per gli aspiranti scrittori di convincere un editore a pubblicare il proprio romanzo nel cassetto e sabato una serie di appuntamenti conviviali con gli autori e su prenotazione su www.giallofestival.it, per un incontro ravvicinato in giallo.