La prima di 'Stasera gioco in casa' al Duse (foto Schicchi)
La prima di 'Stasera gioco in casa' al Duse (foto Schicchi)

Bologna, 2 novembre 2019 - «La mia Bologna? Questa volta la racconto attraverso le parole di mio nipote Paolo, figlio di Marianna, mia figlia, e di Biagio Antonacci, un ragazzo di 24 anni». Si chiama ‘Stasera gioco in casa’, ed è l’omaggio alla città che Gianni Morandi mette in scena al Teatro Duse (qui le foto delle prove generali). È il brano inedito (video) che aveva promesso al pubblico per questo avvenimento unico, 21 date (per adesso), fino al 26 gennaio, una lunga sequenza di oltre 30 canzoni, un percorso attraverso una carriera che, ricca di soddisfazioni, non lo aveva mai fatto salire su questo palco così importante. «Finalmente entro al Duse, ma non da spettatore, come faccio spesso con mia moglie a vedere la prosa e qualche concerto. Sempre lo stesso posto. Undicesima fila».

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A proposito del ‘giocare in casa’ , mai come in questo momento, la storia d’amore del cantante con la città è stata così intensa. «Ho vissuto per 30 anni a Roma, dice, i miei ricordi di Bologna erano quelli legati ai biassanot, i nottambuli, un mondo che non c’è più. Ma adesso è meglio. Perché – incalza Morandi – vedo una città percorsa da una straordinaria vitalità. Non siamo più solo la capitale del ragù, fuori dai nostri confini hanno scoperto che le nostre strade celano capolavori dell’arte e dell’architettura. C’è l’Università attivissima, le piazze sempre affollate, le mostre. Bologna è il cuore dell’Italia. Qui si sta davvero bene». Al punto che Anna Morandi ha qualche dubbio sul loro eremo felice nella campagna bolognese. «Fosse per mia moglie, ci dovremmo trasferire domani proprio sotto le Due Torri». E lei? «Io resisto, anche se l’idea di poter raggiungere il Duse a piedi per i concerti mi sarebbe piaciuta».

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Lo spettacolo (foto) non sarà fatto solo di canzoni. Nella seconda parte, sul divano che campeggia sul palco, Morandi dialogherà con alcuni ospiti. Superstar? Colleghi? «Non solo. Dipende dal rapporto che riuscirò a instaurare con il pubblico. Ma parlerò anche con le persone presenti in sala, con loro mi piacerebbe ricostruire la storia recente della città, vista attraverso gli occhi della gente comune, i matrimoni, gli anniversari importanti. E, a proposito del portare sul palco, la città ‘reale’, Morandi tenterà un esperimento di socializzazione del suo repertorio mai fatto prima. Ogni sera sarà con lui sul palco una giovanissima interprete, una ragazza che canta per passione e che avrà l’onore di duettare con l’artista. Basta iscriversi nel foyer del Duse il giorno prima, e la prescelta sarà contattata per decidere insieme la canzone da eseguire.

Ha iniziato una quattordicenne bolognese, studentessa al liceo scientifico. Inoltre, sarà come rivivere i giorni eroici dei duetti con Dalla. «Eravamo amici sin dagli esordi, nel 1963. Gino Paoli era in città per una settimana di concerti, allora si usava così, e lo presentai a Lucio. Dopo qualche giorno lo invitò a Roma per incidere il suo primo 45 giri. Lo ricorderò cantando i suoi capolavori, Piazza Grande, Caruso, Futura».