L’interno della Collegiata di Pieve di Cento, il giorno della riapertura dopo il sisma
L’interno della Collegiata di Pieve di Cento, il giorno della riapertura dopo il sisma

Bologna, 21 marzo 2019 - In una città che ha scoperto una prepotente vocazione turistica, mai come negli ultimi mesi oggetto del desiderio di turisti che arrivano da tutto il mondo, le Giornate di Primavera del Fai, in programma sabato e domenica, sono un’occasione unica per svelare capolavori nascosti, luoghi dimenticati, opere d’arte che spesso anche gli abitanti ignorano.

Bologna apre le porte di edifici storici, solenni architetture, luoghi di culto nei quali ci imbattiamo quotidianamente, senza conoscere i tesori che conservano e che saranno visitabili grazie al lavoro dei volontari del Fondo ambiente italiano e dei giovani ‘Ciceroni’, provenienti dalle scuole superiori e formati per condurre le visite guidate.

Su tutti si impone sicuramente la maestosità di Villa Aldrovandi Mazzacorati (via Toscana 19), architettura di ispirazione palladiana che cela al suo interno il raffinatissimo teatrino, inaugurato il 24 settembre 1763, raro esempio di teatrino settecentesco in una dimora privata. Simbolo di potere e del piacere della cultura, sarà fruibile, come un altro tesoro immerso invece nel centro della città, il Palazzo Fava da San Domenico, in via del Cane 9. Voluto a metà del 500 dai ricchi mercanti di tessuti Fava, fu disegnato dagli architetti Antonio e Francesco Terribilia. Nel grande salone spiccano gli affreschi dedicati ai Dieci Comandamenti di Cesare Baglione. Oggi è sede della Croce Rossa Italiana.

Completano l’itinerario bolognese, il Complesso di San Martino in via Oberdan 25, la cui forma attuale è opera a fine ‘400 dell’architetto Giovanni di Pietro da Brensa e Palazzo Marescotti Brazzetti (Via Barberia 4), con la presenza dell’imponente scalone barocco di Gian Giacomo Monti.

A Bologna fa da contrappunto Imola, uno dei luoghi sui quali il Fai ha scelto di catalizzare la sua attenzione con un vastissimo cartellone di aperture. Ad iniziare dal Palazzo Tozzoni, voluto dalla famiglia omonima, di origine toscana, a metà 700, un trionfo di stucchi, decorazioni e saloni di sbalorditiva magnificenza, con annessa una preziosa collezione di dipinti e un archivio, che con i suoi documenti catalogati dentro pareti armadio, custodisce i segreti di questi luoghi dalla loro originaria edificazione. Poco lontano, a Castel San Pietro sarà possibile ascoltare uno strumento musicale unico in Italia, frutto dell’ingegno nei primi decenni del 900 del castellano Guido Gollini che, nel Santuario del Santissimo Crocifisso realizzò il più grande carillon d’Italia, costituito da 55 campane che vengono azionate attraverso uno speciale organo a tastiera.

Anche quest’anno lo sguardo del Fai, in una ricorrenza così amata, come quella delle Giornate di Primavera, servirà a non dimenticare le ferite in parte ancora da sanare provocate dal terremoto del 2012. Sarà infatti visitabile la splendida Collegiata di Santa Maria Maggiore a Pieve di Cento, riaperta lo scorso novembre dopo una meticolosa campagna di restauro. I capolavori di Guido Reni, Guercino, Lavinia Fontana, il Crocifisso ligneo del XIV secolo sono finalmente tornati dove si trovavano prima della scossa. I visitatori saranno accompagnati dai tecnici dell’Impresa Leonardo, che ha curato la ricostruzione e che racconteranno ogni aspetto di questo miracolo emiliano.