Bologna, 11 ottobre 2018 - Scorrono, spesso placide, a volte impetuose, percorrono il ventre della città, emergono regalando squarci da cartolina, ‘memorie’ turistiche di un tempo nel quale le acque erano l’elemento centrale dello sviluppo economico di Bologna. A loro, al loro fluire, oggi in buona parte coperto dalle necessità dell’urbanizzazione, sono dedicate le Giornate Fai d’Autunno (il programma), che faranno conoscere al grande pubblico, luoghi abitualmente chiusi, non fruibili.

Sabato e domenica, sotto la sigla ‘Salva l’Acqua’, il Fondo Ambiente Italiano, grazie alla passione di migliaia di volontari, molti dei quali giovanissimi, aprirà spazi, svelerà panorami inediti, porterà i visitatori all’interno di ambienti di straordinaria bellezza. Una ‘rivelazione’ lunga un fine settimana, che avrà nella Chiusa di Casalecchio sicuramente il suo cuore.

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Il borgo di Dozza (Bologna)

Sarà infatti possibile ammirare, in attesa di una fruibilità permanente che rimane uno dei suoi obiettivi, le maestose opere di ingegneria che permettono al fiume Reno di essere incanalato, addomesticato, trasformando la forza della natura in energia. Così era nei secoli passati quando la cittadina alle porte di Bologna era una tappa di rilievo su quella che veniva definita la ‘Via della Seta’, che proprio da lì passava e che proprio grazie al fiume impose Casalecchio come distretto industriale, con la nascita di molti opifici alimentati grazie a questo complesso sistema idraulico. Sono di infinita suggestione le passeggiate sui bordi a picco sul fiume, immersi in un panorama dove campeggiava, ed era attivo sino a qualche decennio fa, persino un ‘Lido’ che faceva concorrenza alle spiagge della Riviera Romagnola, con tanto di dancing. La Chiusa, che si trova in via Porrettana 187, precederà le Giornate del Fai, con una pre apertura, domani dalle 17 alle 19, per i soli soci Fai, con la possibilità di iscriversi direttamente sul posto.

Da lì, questo percorso ideale porta alla Salara (via Don Minzoni 18), l’antico porto fluviale, dove sorge il prezioso deposito, edificato alla fine del XVIII secolo, del sale che proveniva da Cervia e che qui veniva stoccato in attesa, grazie ai canali cittadini, di raggiungere le differenzi zone di Bologna. Stesso tragitto che faranno i frequentatori delle Giornate, che avranno infatti la possibilità di entrare nel Canale delle Moline, l’anima del sistema di canali del territorio. La visita porterà nell’alveo del Canale, lo stesso che i turisti fotografano dalla celebre ‘finestra’, eccezionalmente svuotato dall’acqua, come succede una volta ogni anno per due settimane per i necessari lavori di manutenzione. Era, quella, la via dei molini urbani, altro esempio di economia virtuosa che si alimentava in maniera naturale. Per questa visita, vista la particolarità geologica del sito, è necessario munirsi di scarpe impermeabili ed antiscivolo.

Si prosegue, poi, in direzione di via Santo Stefano, dove al numero 56, c’è il maestoso Palazzo Zani, adesso sede del Consorzio della Bonifica Renana, costruito dalla omonima famiglia, che vanta un piano nobile affrescato da Guido Reni. Infine, l’approdo in via Nazionale Toscana. Qui, al numero 186, angolo via Ardigò, si trova, ed è tuttora attiva, la Chiusa di San Ruffillo, costruita sul Canale Savena nel 1221, intorno alla quale crebbe un ‘distretto’ industriale fatto di tintorie, cartiere, concerie e molini. Più avanti, nel territorio di San Lazzaro, sono in programma viste guidate all’Oasi Fluviale del Molino Grande. Completano l’offerta, l’apertura della Cappella di Santa Chiara a Pieve di Cento e della Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine di Dozza, dove sono previsti anche percorsi dedicati ai muri dipinti e alla Rocca Sforzesca.