Giovanni Allevi (foto Barbaglia)
Giovanni Allevi (foto Barbaglia)

Bologna, 2 gennaio 2019 - E’ un Natale fuori tempo massimo quello che offre il 10 gennaio dalle 21 Giovanni Allevi al pubblico dell’Europauditorium accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Italiana. «La versione “Christmas” dell’Equilibrium Tour è stata un successo e ciò mi ha indotto a protrarre le repliche oltre l’Epifania», spiega. «Quindi invito il pubblico bolognese a venire con l’animo già proteso al Natale 2019».

Di cosa si tratta?

«L’ affetto con cui il pubblico ha seguito l’ultima tournée mi ha spinto a crearne una versione con le più belle melodie di Natale; se cinque anni fa nell’album e nei concerti di ‘Christmas for you’ le eseguivo solo al pianoforte, ora ad accompagnarmi c’è un’intera orchestra. Presenterò al pubblico due mie nuove composizioni scritte negli ultimi mesi, indipendentemente dalle uscite discografiche. Un segno di riconoscenza per il travolgente affetto ricevuto durante il tour. Mi piace pensare a queste mie creazioni come a una gioia da condividere, anche con i fan più piccoli».

L’apologo del suo ultimo libro “L’equilibrio della lucertola” com’è stato recepito?

«Bene. Alle presentazioni è venuta molta gente e alla stazione Termini di Roma c’erano addirittura duemila persone. Vedo dal web che il libro nei lettori continua a generare riflessioni e discussioni. E pure io continuo a trovarmi bene nei panni dello scombinato che rivolge alla lucertola le sue domande».

Oggi parla con i sauri, un tempo lo faceva con Maciste, l’amico gamberetto che viveva dentro al minuscolo ecosistema “progettato dalla Nasa” che teneva in casa. A cosa deve questa sua vocazione alla Dottor Dolittle?

«Forse al fatto che certi animali sono silenziosi e sanno ascoltare. Ho scoperto, fra l’altro, che la lucertola è presente nei quadri di Lorenzo Lotto, di Caravaggio. E rappresenta la saggezza. Una simbologia che m’ha sorpreso, visto che io l’avevo trasformata in un guru».

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Scusi, ma in inverno le lucertole non vanno in letargo?

«Il letargo è il momento dell’incubazione, nell’attesa di rigenerarsi con nuove idee; io sto cercando di ritardare il mio più che posso, per prendermi tutto il tempo necessario a far sì che la creatività resti completamente svincolata da pressioni e aspettative. Voglio vivere il presente senza proiettarmi troppo verso progettualità future, perché la vita quella che ci scorre davanti in questo momento».

Ce l’ha un buon proposito per il 2019?

«Mi piacerebbe tanto che la sperimentazione musicale della scuola media venisse estesa a tutte le classi, a tutti gli studi. Al momento, infatti, è limitata solo a quelle d’indirizzo musicale, mentre penso che sarebbe una rivoluzione concederla a tutti i ragazzi impegnati in quella fase del loro percorso scolastico. La vedrei come un segnale culturale forte e, se si vuole, pure politico, perché tutti gli studenti della scuola dell’obbligo si ritroverebbero a studiare musica classica (e uno strumento) per almeno tre anni. Mica poco».