Pierce Brosnan con la moglie Keely Shaye Smith. L’ex 007 sarà il 9 giugno al Lumière
Pierce Brosnan con la moglie Keely Shaye Smith. L’ex 007 sarà il 9 giugno al Lumière

Bologna, 3 giugno 2017 - Cosa c’entra la danza con l’ecologia, l’ossessione per le macchine con la storia di Francesca Alinovi, il liscio con i vulcani, i Tokyo Idols con Houellebecq e Iggy Pop? E Pierce Brosnan con Piera Degli Esposti, o Peter Grennaway con la famiglia Coppola? Benvenuti al Biografilm Festival, la kermesse cinematografica per il tredicesimo anno in città, dal 9 al 19 giugno, che celebra le vite di donne e uomini, come la più alta forma di sceneggiatura possibile. Di certo uno dei festival più multisciplinari al mondo – così com’ è la vita, con le sue mille storie e possibilità esistenziali – anche quest’anno il suo programma è capace di documentare il contemporaneo proprio mentre questo accade, portandocelo praticamente in diretta, sottolineato e minimamente «processato» dalla macchina cinematografica.

Diamo un’occhiata ad esempio alla presenza di Pierce Brosnan, che venerdì 9 giugno aprirà il Biografilm (al Lumière) con il film da lui prodotto Poisoning Paradise della moglie Keely Shaye Brosnan, che racconta il mondo solo apparentemente idilliaco dei nativi hawaiani: l’attore irlandese naturalizzato statunitense, molto amato per le sue quattro partecipazioni a 007 e per tanti altri film (e con una stella sulla Hollywood Walk of Fame), terrà una masterclass alle 15 riservata agli studenti della Biografilm School e follower e forse racconterà della sua vita, delle sue scelte. Come quella di aver chiesto alla casa di produzione, mentre era impegnato con 007, di accordargli il permesso di lavorare anche ad altri progetti, conscio del pericolo di essere identificato nella figura del suo personaggio.

Un’inaugurazione importante per il direttore Andrea Romeo, che con la tredicesima edizione chiude la trilogia su Internet dedicando la celebration 2017 a Rivoluzione Digitale: The Millennials. Il tredicesimo anno, sarà che si chiudono un po’ di avventure, è come un nuovo inizio. «È probabile – spiega – che, come le rose, i festival vadano a dozzine». E prosegue: «Abbiamo sentito questa edizione in modo nuovo e abbiamo avuto bisogno di aggiungere più ricerca, più opere prime di nuovi talenti del documentario, soprattutto dopo aver portato i grandi maestri».

Con 107 film totali (lo scorso anno erano 89), 71 anteprime nazionali di cui 16 anteprime mondiali, 90 film di produzione europea (nel 2016 erano 64), 24 Paesi di produzione differenti sparsi per i 5 continenti, ma anche 13 produzioni emiliano-romagnole, tra cui Fonderia 39 di Nico Guidetti sull’Aterballetto, I am not Alone Anyway di Veronica Santi su Francesca Alinovi e i primi due episodi della serie di Sky Arte intitolata Vai col liscio di De Stefano e Medri, il programma diviso tra Lumière, Arlecchino e Jolly, non darà tregua.

Saranno 10 le anteprime del concorso internazionale e tra queste Risk su Julian Assange e To stay Alive: A Method che presenta l’incontro tra Iggy Pop e Michel Houellebecq. Tanta danza sullo schermo (La Danseuse di Stephanie Di Giusto apre il Biografilm giovedì 8 giugno). Chiusura lunedì 19, con How to talk to Girls at Parties di John Cameron Mitchell.