Bologna, 11 ottobre 2018 - Sono passati due anni (era ottobre anche allora) da quando Gianluca Vacchi fece la sua prima apparizione come special guest sulla pista del Numa Club di via Maserati 9. Stavolta però non sarà lui a scatenarsi nei balli ma diverrà l’artefice della notte del 26 ottobre direttamente dalla console dove porterà la sua più recente e prorompente passione, quella per il djing. Dopo un’estate passata come protagonista di una serata tutta sua all’Amnesia di Ibiza all’interno del party-format ‘Vibra’, l’autunno lo conduce a latitudini più domestiche, ma sempre mosso dal medesimo fuoco per la musica che l’ha contagiato da un paio d’anni. E che lui spiega così: «Nasco in una famiglia che ha avuto da sempre grande contatto con la musica. Mia nonna era insegnante di pianoforte, strumento che io suonavo. Aver smesso di farlo è uno dei miei più grossi pentimenti. Mio cugino, Fabio Vacchi, è uno dei compositori di musica contemporanea più importanti del mondo. Oggi adoro, e ne sono quasi uno studioso, le forme di comunicazione di massa. Questo può avvenire tramite un social network oppure attraverso un veicolo convenzionale di dialogo come la musica».

Ma c’è dell’altro nella decisione di Vacchi di mettersi alla prova nei templi del divertimento notturno dominati da nomi galattici come David Guetta, Bob Sinclar e Tïesto (peraltro suoi amici): «Ho una grande fame di sfida e a 51 anni non è semplice esporsi al giudizio di una marea di giovani ai quali, evidentemente trasmetto il sogno, la possibilità. In ambito musicale, poi, a parte la mia allegria, trasmetto la positività e il messaggio che non bisogna mai darsi per vinti né accontentarsi, né sedersi sulle comodità».

Cena dalle 21,30 (gradita la prenotazione).

www.numaclub.com

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