Bologna, 19 maggio 2018 - Si conclude domani la sesta edizione dell’Indica Sativa Trade con un boom di partecipazioni. La Fiera internazionale della canapa all’Unipol Arena ha visto infatti oltre 150 espositori provenienti da tutto il mondo per commercializzare un prodotto con cui ormai si può fare tutto. Oltre infatti agli ormai consolidati prodotti cosmetici o alimentari contenenti cannabis, come la pizza, le farine o le ricette ‘Mangia ganja’, grazie alla sua versatilità la canapa light ha incontrato tanti altri settori: fra questi, arriva la ‘Pet therapy’, estratti di canapa in olio di cocco per cani o gatti con problemi di dermatiti o epilissie (VIDEO).

L’offerta della fiera varia poi dall’edilizia all’abbigliamento, fino al principale settore agricolo, di cui sono state presentate da espositori come EasyJoint, Asso Canapa o Paradise Seeds le ultime novità in termini di varietà di semi o di sistemi di coltivazione. Non mancano poi prodotti da collezione, come le inimitabili cartine della Clipper che ‘Comprano tutti, anche chi non fuma- spiega il responsabile marketing Mattia Bortolan-. Abbiamo iniziato la collaborazione con artisti famosi o grandi marchi come la Dolly Noire per rimanere al passo con le trasformazioni ed essere vicini ai giovani e loro li conservano come oggetti di design’.

Tanti anche gli incontri, i corsi di formazione e i dibattiti. Al centro quest’anno il problema dell’autoregolamentazione della produzione di cannabis light. Nonostante infatti si tratti di ‘Un nuovo mercato che rivitalizza l’economia sostenibile italiana– interviene l’avvocato Carlo Alberto Zaina -, la legge 242 del 2016 che dovrebbe regolamentarlo ha lasciato tanti vuoti normativi’. Da qui l’esigenza di Cia, Confagricoltura e Federcanapa di sviluppare un codice di autodisciplina per normalizzare la canapa relativamente ai concetti di salubrità, coltivazione sostenibile e rispetto della legge. ‘E’ il primo tentativo di proporre una standardizzazione delle procedure e di garantire la tracciabilità del prodotto’ spiega l’avvocato Giacomo Bulleri. E lasciando parlare i numeri, ‘E’ chiara l’esigenza di una regolamentazione più definita - continua Bulleri -: sono sorte più di mille aziende che ruotano attorno alla canapa light’ e ‘Si sono raggiunti i 5mila ettari coltivati- aggiunge Massimo Borelli, delegato nazionale Confagricoltura –: per ogni ettaro investito ci si può attendere un valore che oscilla fra gli 8mila e i 500mila euro’. Si tratta dunque di ‘Un’ opportunità enorme- osserva Cristiano Fini, presidente Cia- e può portare un reddito maggiore rispetto alle altre culture oltre ad aumentare la fertilità del terreno dal 10 al 30%. Per tutto questo però è necessaria una maggiore regolamentazione’.