Danilo Masotti, l’inventore del fenomeno Umarells
Danilo Masotti, l’inventore del fenomeno Umarells

Bologna, 9 novembre 2016 - Vivono tra noi. Silenziosi. Apparentemente in disparte. Eppure la loro presenza è incombente, quasi ossessiva. Sono parte essenziale dell’arredo urbano bolognese, gli Umarells, categoria sociale, tribù dello stile, direbbero i sociologi, inventata, codificata e studiata da Danilo Masotti, che ha loro ha già dedicato un libro di successo al quale segue adesso ‘Oltre il cantiere. Fenomenologia degli Umarells’ (Pendragon), che verrà presentato il 20 novembre in SalaBorsa insieme a Duilio Pizzocchi e all’umarell Franco Bonini. Masotti, il controllo sul territorio degli Umarells si espande. Non si limitano più a contemplare i cantieri aperti. «Gli Umarells sono ormai ovunque. I bordi dei cantieri non bastano più come palcoscenico per la loro attività, che ora investe ogni lato della vita quotidiana. Per questo c’era bisogno di un nuovo libro. Per disegnare una mappa aggiornata della loro capacità di radicamento sul territorio».

Quali sono i luoghi di osservazione privilegiata dove possiamo vederli all’opera?

«Sicuramente i condomini. Quello è il loro vero regno. È qui che esercitano la loro attività di vigli controllori dell’andamento della bolognesità. Con ogni mezzo a disposizione».

Si spieghi.

«Gli Umarells hanno ormai preso saldamente nelle loro mani le chiavi di tutti i più importanti condomini della città e li amministrano secondo regole stravaganti, che come in un racconto cyber punk, mescolano la realtà con la finzione. Facendo affiggere cartelli con divieti a volte ragionevoli, altre assurdi che fanno riferimento ad articoli del codice penale spesso inventati. Numeri a caso che, nelle loro aspettative, dovrebbero incutere timore in chi li legge».

Tutto vero quello che lei racconta nel libro?

«Oltre il cantiere ha un grande apparato fotografico, con tante immagini di cartelli sparsi nei condomini della città. Il più esilarante è quello che si può leggere in un caseggiato di viale Silvani e recita ‘È vietato lasciare pubblicità nelle buche delle lettere, eccetto in quella di Riccardi’. Ecco, Riccardi, al quale nel libro dedico un capitolo, è uno degli eroi degli Umarells. E il fatto che quando il cartello è stato messo lui aveva 44 anni, dimostra che essere Umarell non è una questione di età».

Anche se l’Umarell tipo è più anziano.

«L’Umarell dispiega tutta la sua personalità quando è in pensione, ha molto tempo libero e può passare la giornata tra i cantieri e la sua sala di comando nei condomini: 80 anni, per un Umarell è l’età per una maturità piena. Un splendido Umarell ottantenne è Franco Bonini, con il quale presenterò il libro».

Cosa ha fatto Bonini di memorabile?

«Bonini è stato eletto ‘Umarell dell’anno’ a San Lazzaro di Savena. È un riconoscimento che abbiamo ideato con il sindaco Conti per premiare chi si è particolarmente distinto in questa attività. E lui, grazie ai lavori che hanno praticamente distrutto la via Emilia, è stato per mesi in prima fila ai bordi dei cantieri. Un impegno importante che ne ha fatto un consulente informale e gratuito del sindaco al quale indirizza adesso persino consigli sulla viabilità. La leggenda vuole che sia grazie a lui che è stato installato un cartello che indica finalmente con chiarezza la direzione per l’ospedale Bellaria. Per questo sono convinto della loro utilità sociale».