Luca Carboni in versione pittore
Luca Carboni in versione pittore

Bologna, 20 gennaio 2020 - Un giorno, passando a trovare suo padre Giovanni in via Casarini 7, Luca Carboni ha visto che proprio di fronte, dentro allo spazio delle ferrovie, c’era del movimento. E’ entrato a guardare e ha trovato alcune persone che stavano parlando di una mostra d’arte. Ha così scoperto l’esistenza di DumBo, la cittadella sorta in via Casarini 19, dove un tempo c’era lo scalo ferroviario, che lui ricorda bene perché ci andava col nonno Pietro a guardare i treni, nei giorni in cui bigiava la scuola.

E ha saputo di BOOMing, la nuova mostra d’arte contemporanea diretta da Simona Gavioli. E giovedì 23 è proprio lì che ha deciso di esporre i suoi quadri in acrilico e spray su tavole di legno nuove o recuperate, dedicati alle donne, raccolti nel progetto speciale "Cattedrali Erranti" che ha finalizzato con la curatela di Maria Letizia Tega. Lo spazio dentro a BOOMing si chiamerà invece "Casarini 7" ed è un omaggio molto sentimentale alle radici, alla memoria, a quella casa che ha testimoniato la scrittura del suo primo disco "...intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film", pubblicato nel gennaio di 36 anni fa.

Carboni, lei è riuscito a mantenere segreta la sua vita di artista figurativo. Perché quesa scelta?
"Dopo l’album di Farfallina, nell’87, ho cominciato a fare quadri. Prima disegnavo su carta, coi pennarelli, ma l’idea di un’opera pittorica è nata abbastanza tardi in effetti, però da quel momento ho sempre dipinto, considerando tale percorso un mio viaggio personale, una sorta di diario intimo e non mi ero mai messo a ragionare sul fatto che potesse essere pubblico".

Perché?
"Pubblicamente racconto già delle storie attraverso le canzoni e mi sembrava che questo potesse invece essere un modo per narrare a me stesso, fare degli esperimenti senza essere in una competizione... le mostre ti impongono tempi, scelte più tecniche, invece così potevo trovare una dimensione mia, più libera. In tutto questo tempo ho accumulato tanti progetti e lavori e mi è venuta voglia di concentrarmi maggiormente sulla pittura. In più, l’anno scorso, grazie anche alla copertina che ho realizzato per ‘Sputnik’, il mio ultimo album, ‘Lucca Comics and Games’ mi ha invitato a fare la mia prima mostra ufficiale di quadri".

Com’è il suo rapporto con la dimensione commerciale dell’arte?
"Non ho un gallerista, e quando a DumBo ho incontrato Simona Gavioli, lei è stata molto entusiasta dalla mia idea di ricavare uno spazio sentimentale proprio nella via dove sono cresciuto. Ecco, questa cosa mi ha convinto a esporre, e l’incontro con Maria Letizia Tega ha dato vita a quello che era solo un progetto. Spero non si faccia troppa confusione e che la gente non vada a suonare da mio padre, anche se questo già succedeva al mio esordio... ricordo le classi di studenti che venivano in processione!"

Quanto costano le sue opere?
"Ecco, anche questo sarà un punto su cui ragionare, perché io non ho mai venduto, al massimo ho dato i quadri agli amici da esporre, vedrò".

‘Cattedrali Erranti’ è un titolo importante che ha scelto per i suoi quadri raffiguranti figure femminili. C’è del sacro nel femminile?
"Lo spazio 'Casarini 7' non è grandissimo perché a BOOMing siamo in tanti. Ho scelto di portare un omaggio alla sacralità della figura femminile, molto spesso umiliata e offesa, con dei quadri che sono quasi delle sculture a forma di cattedrale, con immagini di donne dipinte come simbolo, di razze diverse. Nella stessa figura convivono Occidente e Oriente, il bianco e il nero e mi piace l’idea di far diventare simbolicamente sacro anche un atteggiamento laico di vita quotidiana come piangere o andare dal parrucchiere...."