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13 giu 2022

Lucciole Bologna 2022: una serata nel Parco Villa Ghigi

Martedì14 giugno passeggiata al crepuscolo immersi nella natura dei colli, con storie e racconti ad accompagnare

13 giu 2022
eva saldari
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La serata delle lucciole sarà a Villa Ghigi
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La serata delle lucciole sarà a Villa Ghigi

Bologna, 9 maggio 2022 - Martedì 14 giugno, si passeggerà al crepuscolo nel Parco di Villa Ghigi alla ricerca delle lucciole. Si camminerà circondati dall'atmosfera del parco, con la sua vista sullo skyline bolognese, accompagnati da storie e racconti.

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A narrare ci saranno le voci di Filippo Plancher e Paolina Ceccarelli. Il punto di ritrovo è al parcheggio di Villa Ghigi, via di Gaibola 1, alle 21. L'evento è aperto a tutti ed è gratuito, inoltre non è necessaria alcuna prenotazione.

Il Parco di Villa Ghigi: storia e curiosità

Il Parco di Villa Ghigi si trova poco fuori porta San Mamolo, tra i celeberrimi colli bolognesi. Il parco comprende circa 30 ettari di area verde, al cui interno si trovano alberi da frutto, faggi e un boschetto ornamentale. Questo luogo prende il nome dalla storica villa situata al centro dell’area verde, aperta al pubblico dal Comune di Bologna nel 1974.

Le prime notizie della villa risalgono al Seicento, epoca in cui la proprietà passò di mano in mano, alternandosi tra una famiglia nobile e l'altra. In epoca napoleonica la tenuta, che verso la fine del ’700 comprendeva sette poderi, passò dai Cavalca ai Caldesi e poi ai Chelotti e nel 1840 a Giuseppe Dozza. Nel 1874 la proprietà fu acquistata dall’avvocato di origine ravennate Callisto Ghigi, da cui prese il nome, e rimase alla famiglia sino al 1972. La tenuta, composta dai poderi Il Becco, Il Palazzino, I Tre Portoni, Stradelli e San Michele III, era allora estesa per oltre cinquanta ettari.

Uno dei figli di Callisto, Alessandro (1875-1970, abitò la villa per tutta la vita, soprattutto nel periodo estivo, coltivando sin dall’infanzia la propria vocazione di naturalista. Nel 1922 ottenne la cattedra di Zoologia dell’Università di Bologna, della quale fu rettore tra il 1930 e il 1943. È considerato tra più illustri e attivi antesignani della protezione della natura in Italia. Nella villa si dedicò in particolare all’allevamento di colombi e fagiani esotici, per i quali fece predisporre una serie di voliere.

 

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