Bologna, 12 maggio 2016 - Si chiamerà Fourghetti e aprirà il 24 giugno in quella che era la Locanda dello Sterlino in via Murri. Non sarà solo il nuovo ristorante di Bruno Barbieri, ma anche un luogo che mira a diventare un punto di riferimento per i bolognesi. GUARDA IL VIDEO

«Oggi i ristoranti devono essere pensati perché la gente possa frequentarli – spiega Barbieri – e noi vogliamo che al Fourghetti ci si possa fermare anche la sera alle undici sapendo di trovare uno chef pronto a preparare un piatto oppure in prima serata per un aperitivo da sorseggiare nel piccolo giardino all’inglese che abbiamo ricreato all’interno».

Infatti se la locanda sarà valorizzata nelle sue caratteristiche esterne originali proprio per sottolinearne la bolognesità, all’interno gli ambienti si presteranno alle diverse funzioni. Il progetto dell’architetto Davide Fabio Colaci prevede che convivano spazi per le differenti situazioni, sempre pensate per mettere chi entra al Fourghetti a proprio agio. Non a caso il nome del locale sta per quattro spaghetti (fusione di ‘four’, ovvero quattro in inglese, e ‘spa-ghetti’) e richiama l’idea del «cucinarsi quattro spaghetti», piatto informale per antonomasia, alternativa ideale per rallegrare una serata.

La cucina bolognese sarà uno dei punti di forza e per questo motivo Barbieri sarà affiancato dal petroniano Daniele Simonetti, fido compagno di altre avventure, giovane ed esperto chef che ha già girato i ristoranti di mezzo mondo. In cucina ci sarà anche la sfoglina Carla Cavina, altra figura simbolo dei locali stellati gestiti in precedenza da Barbieri. «Si mangerà bene come un tempo nelle nostre case...», sottolinea. E si berrà altrettanto bene: cantina ricca, ma abbordabile («non vogliamo si accumuli polvere sulle bottiglie...»), curata da Giacinto Rossetti con Barbieri sin dal Trigabolo di Argenta negli anni Ottanta.

Un direttore artistico, Frank Capozza, si occuperà di cogliere gli spunti che arrivano dall’esterno. Per questo è iniziato il reclutamento di giovani che vogliano partecipare, non necessariamente legati al mondo dell’enogastronomia, ma persone creative e desiderose di mettersi alla prova.

«Sarà anche una scuola, un’occasione per formare chi poi possa eventualmente lavorare nei Fourghetti che apriremo nel mondo»: attraverso i social si stanno raccogliendo candidature e adesioni. «Da ragazzo sarebbe stato il mio sogno – conclude Barbieri – poter partire da una situazione come questa e mi piace offrire ad altri questa opportunità. Arrivo con umiltà, consapevole anche che questa città ha bisogno di rilanciarsi nel mondo. Bologna lo merita perché ha un’anima, un carattere e i bolognesi sanno premiare chi lavora bene. È quello che noi vogliamo fare».