Zola Predosa (Bologna), 18 aprile 2018 - La mortadella del futuro ha un sapore antico. Esordio nel segno della tradizione per la Selezione famiglia Raimondi, tenuta a battesimo l'altra sera dai Salsamentari di Bologna che hanno reso omaggio alle tre generazioni di salumieri bolognesi impegnati da oltre settant'anni ad interpretare la migliore produzione della mortadella Felsineo.

Luciano Sita, presidente del sodalizio petroniano, ha così spalancato le porte dei salsamentari a due mortadelle: la Artigianale e la Saporita, oltre che al Salame rosa, tre insaccati di nuova produzione destinati esclusivamente alle osterie e alle botteghe gastronomiche. "Salutiamo questa iniziativa che si inserisce nei valori e nella migliore tradizione bolognese e che fornisce un valore aggiunto al tessuto dei negozi alimentari della nostra città. Nel segno del gusto, della genuinità e nel solco di una fedeltà alla mortadella vera", ha esordito Sita nella veste di regista della presentazione della nuova linea dell'azienda che dal 1963 opera a Zola Predosa.

Ed è toccato ad Emanuela Raimondi spiegare l’iniziativa: "Abbiamo scelto di partire dalla tradizione, dai Salsamentari che sono eredi della Compagnia dei Salaroli, e dal noto bando del Cardinal Farnese del 1661, anche se poi la nostra ricetta-base è ancora quella del nonno Primo e di papà Franco che iniziarono a far salumi a Bologna in via Berretta Rossa nel 1947".

Il fratello Andrea si occupa direttamente della produzione che si svolge in un laboratorio fatto appositamente all’interno dello stabilimento costruito nel 1963 a Zola: "La mortadella Saporita è la classica bolognese, a partire dalla nostra ricetta di famiglia. Mentre la nostra ricerca più recente, più magra e più digeribile, è l’Artigianale, con carne fresca di origine italiana, lavorata a mano, con budello naturale".

A suscitare la maggiore curiosità fra i soci Salsamentari presenti alla cena a base della selezione Raimondi al ristorante Pappagallo, è stato il Salame rosa: "Una vera riscoperta, da valorizzare", ha ribadito Luciano Sita.