Agostino Iacobucci, lascerà la cucina de I Portici a Nino Di Costanzo

Bologna, 3 febbraio 2018 - Cambia cuoco il migliore ristorante di Bologna. Ai Portici, unico locale stellato (leggi qui la recensione della guida Michelin per Bologna e provincia) nel malinconico panorama gastronomico cittadino, se ne va il bravissimo Agostino Iacobucci e arriva un’altra grande firma della nuova cucina mediterranea: Nino Di Costanzo, 45 anni, chef del piccolo e raffinato Danì Maison di Ischia, aperto da meno di due anni nella casa di famiglia del cuoco, ma già premiato con due stelle Michelin.

In cucina, accanto a lui e forse più di lui, ci sarà il suo braccio destro Emanuele Petrosino, classe 1986, laziale di nascita, che già qualche anno fa ha lavorato per un breve periodo nel ristorante di via Indipendenza. Petrosino è un talento giovane, maturato con maestri importanti come Alain Ducasse ed Enrico Crippa e già molto apprezzato dagli addetti ai lavori.

Nulla di tutto questo è ancora ufficiale, ma i giochi sembrano fatti. Nel suo quartier generale di via Zamboni 2, a muro col bel locale inaugurato lo scorso anno in piazza Ravegnana, Riccardo Bacchi Reggiani si chiude in un elegante silenzio, non commenta ma lascia intendere che le novità non tarderanno ad arrivare. Bacchi Reggiani è il giovane regista di una società vivacissima e in espansione, che fa capo al florido gruppo di abbigliamento Imperial di Adriano Aere ed Emilia Giberti. Ai due ristoranti già attivi a Bologna, ‘I Portici’ dovrebbero affiancare quest’anno cinque nuovi locali in altrettante città del nord Italia. Prima apertura: Reggio Emilia.

Anche Di Costanzo, ovviamente, se ne sta zitto zitto. Ma, non a caso, in questi giorni è a Bologna, mentre Iacobucci risulta ufficialmente in ferie. Da mesi il divorzio tra lo chef di Castellammare di Stabia e i Portici, maturato dopo sei anni di ottimi risultati, alimenta voci e indiscrezioni di ogni genere. Iacobucci (37 anni, grande creatività, tecnica francese e cuore mediterraneo) ha un carattere forte e generoso. Da anni organizza splendide iniziative benefiche chiamando decine di celebri chef da mezza Italia. Sarebbe una perdita pesante se dovesse lasciare Bologna.

“Grande solista, più che uomo squadra", dice di lui qualche collega. Le tensioni con la proprietà del ristorante sono via via cresciute, fino al giorno in cui è stata avviata un’affollata selezione nazionale per la scelta del nuovo chef. Ne è uscito un nome prestigioso come quello di Di Costanzo che, ovviamente, reinventerà piatti e menù secondo il suo stile: forti radici nella tradizione, tecnica moderna e raffinata, cotture brevi e attuali, presentazioni scenografiche.

Allievo di Marchesi e di Arzak, 17 anni trascorsi all’estero, lo chef di Ischia potrebbe avere un ruolo simile a quello di Bruno Barbieri al Fourghetti (FOTO): cucina d’autore, costantemente seguita, frequentemente rinnovata, ma senza una quotidiana presenza in cucina (dove Petrosino sarà il vero executive chef).

“Il piatto a cui non rinuncerei mai sono gli spaghetti al pomodoro”, raccontò Di Costanzo l’anno scorso in un’intervista al nostro giornale. Ma dai futuri menù dei Portici, aperto dieci anni fa in quel teatrino-gioiello liberty che si chiamava Eden, è lecito aspettarsi molto di più.