La mostra a Palazzo Belloni apre venerdì 29 novembre (foto Schicchi)
La mostra a Palazzo Belloni apre venerdì 29 novembre (foto Schicchi)

Bologna, 28 novembre 2019 – Penso che un sogno così non ritorni mai più. Questa celebre e potente strofa, must della musica italiana, è il sottotitolo di ‘Noi…non erano solo canzonette’ (foto), la mostra sui venticinque anni (’58 – ’82) della musica italiana che hanno rivoluzionato l’Italia, gli aspetto sociali, etici ed economici della nazione. L’esibizione, a Palazzo Belloni, organizzata da QN – il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, inaugura venerdì 29 novembre, e rimarrà fino al 12 aprile ed è patrocinata dal Ministero per i Beni Culturali e le attività culturali per il Turismo, dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Regione Marche, dalla Città Metropolitana, dal Comune di Bologna e dal Comune di Pesaro.

La mostra, già in passato a Torino e, in futuro, a Pesaro, è prodotta da Bibibus Events ed è curata da Gianpaolo Brusini, Giovanni De Luna, Lucio Salvini, con la partecipazione di Fabri Fibra, Vittorio Nocenzi, Giorgio Olmoti e Omar Pedrini. Si va, in un abbraccio che accoglie i visitatori, da Domenico Modugno, nel ’58 a Sanremo, a Paolo Rossi nella notte madrilena dell’82 che incoronò la nazionale italiana di calcio Campione del Mondo. La mostra tocca cronologicamente ogni aspetto della vita sociale, del costume, della cronaca di quegli anni con l’affiancamento di cento opere musicali italiane che costituiscono un’importante chiave di lettura e approfondimento.

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Le aree tematiche

Undici aree tematiche segnano il percorso espositivo e guidano lo spettatore dalla grande immigrazione al Nord verso il consumismo, dalle vacanze di massa all’emancipazione femminile, e così via. Nelle varie sale ci saranno audio, opere ascoltabili in cuffia, filmati d’epoca e un vasto repertorio iconografico, a corredo, che proviene dagli archivi Publifoto Intesa San Paolo e QN-il Resto del Carlino. Le opere video, invece, vengono da Teche RAI e l’allestimento è a cura di Francesca Seminatore, con installazioni di Daniele Perrone.

Qui il nostro speciale

“Questa mostra racconta emozioni – dichiara Beppe Boni, condirettore de il Resto del Carlino – le canzonette sono, infatti, un fondamentale punto di vista, sensibile e personale, sulla storia, su fatti avvenuti, su Bologna e sul paese”. Le sue parole vengono, poi, sottolineate da Matteo Lepore, assessore alla Cultura di Bologna: “con questo lavoro coraggioso si mette in mostra e sotto i riflettori la storia della musica leggera italiana e questo argomento ben si inserisce nel discorso che, come amministrazione, stiamo portando avanti nell’ambito di Bologna città della Musica Unesco sulla valorizzazione della popular music”.

Anche Mario Lavezzi, storico autore e produttore, nonché presidente del Consiglio di sorveglianza Siae, ha descritto con passione questa mostra: “Quest’anno festeggio i cinquant’anni di carriera, ho iniziato presto con un gruppo musicale e da allora non ho più lasciato questo meraviglioso mondo, l’epoca delle canzonette è, per me, l’epoca di un illuminismo italiano, di una totale rottura con tutto quello a cui si era abituati prima. I costumi cambino, ci si trova proiettati verso un futuro nuovo ed emozionante, creativo. La musica di oggi, invece, è musica liquida, questa è la differenza e qui sta il perché le canzoni di oggi non avranno il lascito delle canzonette di allora”.

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Gli sponsor

L’exhibition, come si dice oggi, è sponsorizzata da Camera di Commercio delle Marche, Bologna Welcome, Confcommercio-Ascom, Rekeep (grazie a cui i lettori de il Resto del Carlino potranno partecipare alle visite organizzate da Confguide), Coop Alleanza 3.0, Bper, Centergross, CAR, Illumia, Ciicai, Selenella e Cotabo.

Info

E' stata allestita a Palazzo Belloni in via dè Gombruti 13/a ed è visitabile nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 22, il sabato dalle 10 alle 22 e la domenica e festivi dalle 10 alle 21 per il periodo che va da domani al 6 gennaio, mentre, nel periodo che va dal 7 gennaio al 12 aprile, il lunedì e martedì la visita è riservata alle scuole e a gruppi, dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 22, il sabato dalle 10 alle 22 e la domenica e festivi dalle 10 alle 21.

Gli eventi

Alla mostra si uniscono, poi, una lunga serie di eventi corollario e di approfondimento che coinvolgeranno tutta la città. Ci saranno, infatti, tre itinerari, ‘Bologna ferita’ (con incontro davanti al teatro Comunale), ‘Bologna e la musica’ (con incontro in piazza Galvani), ‘Bologna l’esercito del surf’ (con incontro alle Due Torri), ideati da ConfGuide Bologna, a cadenza fissa, il giovedì alle 17 e la domenica alle 15, a cui seguirà l’ingresso autonomo alla mostra. A questo si aggiunge ‘Ve la do io la musica!’, un inedito trekking urbano sulle tracce dei pionieri e dei grandi protagonisti della musica bolognese. Il percorso, ideato da Franz Campi, è realizzato in collaborazione con ComunicaMente e il Conservatorio Martini. Potrete parteciparvi il 6 dicembre alle 17.45, il 14 dicembre alle 10.30, il 10 gennaio alle 17.45, il ritrovo è in via Farini 7 e la prenotazione è obbligatoria con e-mail a didattica@comunicamente.it.

Ci saranno, poi, incontri pubblici al teatro Duse, ideati da Massimo Bernardini su idea dei curatori di Noi e dell’associazione culturale Incontri Esistenziali, con l’aiuto di Illumia e Bper, con grandi del panorama musicale, testimoni e protagonisti di quegli anni: in primis, il 15 gennaio, l’incontro con Mara Maionchi e Alberto Salerno. A tutto questo si aggiungono, infine, tanti laboratori per le scuole, scuole a cui vengono fatte varie proposte tra cui scegliere: il primo laboratorio è ‘Le canzoni dei giovani’, per scuola secondaria di primo grado, della durata di un’ora e mezzo sui giovani come destinatari di un messaggio esistenziale, politico e ‘commerciale’, il secondo, sempre per scuola secondaria di primo grado, è ‘I consumi’, della durata di un’ora e mezzo sugli italiani consumatori degli anni Cinquanta e Sessanta, il terzo, della stessa durata, ma per scuole secondarie di secondo grado, ‘Le nuove donne’, sulla percezione delle donne di sé fino agli anni della rivoluzione musicale, e, infine, sempre per scuole secondarie di secondo grado e scuola media superiore, ‘La violenza politica’, un focus sulle canzoni di un decennio caratterizzato da impegno e dimensione del conflitto politico.