Bologna, 9 febbraio 2019 - Bud Spencer ritorna sul ring e sfida tutti, dall’Uomo tigre a Spiderman. Giovanni Muciaccia esegue un Art Attack per i bambini bolognesi (VIDEO). I fumettisti mostrano ai loro fan come nascono i miti su carta. È il Nerdshow, protagonista di questo weekend bolognese alle Fiere.

Incontri, concerti, travestimenti, gadget per raccontare e vivere un pezzo di quel mondo dei videogiochi, dei fumetti, dei cartoni e dei film fantasy o di fantascienza che appassiona grandi e piccini. Come è successo a Jonathan Scolaro, operaio Ferrari 37 anni, costretto dal figlioletto vestito da Batman, a mascherarsi come il partner dell’uomo pipistrello: "In questo posto posso condividere le passioni con mio figlio per i supereroi e i videogiochi".

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E i creatori di supereroi non mancano come Andrea Broccardo che lavora per la Marvel ed esalta l’evento bolognese: "Una bella occasione per incontrare i disegnatori. La migliore d’Italia da questo punto di vista, perché dà risalto proprio a noi". Il disegnatore italiano sta lavorando ad una serie su Star Wars, di cui all’evento non potevano mancare i Cosplay, cioè coloro che si travestono da un personaggio a loro molto caro per omaggiarlo.

Per Star Wars ha marciato lentamente un intero gruppo (da Darth Vather ad Han Solo), capitanato dal 61enne Stefano Salomoni, nei panni di Obi-Wan Kenobi: "Il Nerdshow è un grande spettacolo". E non mancano gli eroi o antieroi italiani, come Diabolik, disegnato da Riccardo Nunzianti: "Per noi fumettisti è meglio del Lucca comics. Lì si dà più spazio agli editori, qui agli autori. Qui vengono appassionati per parlare con me, lì per vedere Diabolik".

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Spazio ovviamente ai videogames, con tanto di palco e cronista come per le partite di calcio. "L’idea era di ripercorrere un po’ la storia di questi giochi", spiega il commentatore delle partite Alessandro Perlini, 32 anni, mentre alle sue spalle due ragazzini si stanno sfidando a The King of Fighters, storico gioco ‘picchiaduro’ degli anni Novanta. I colpi, le mosse, i salti vengono trasmessi su un grande schermo, mentre Alessandro scherza e racconta ai presenti le partite. Sul palco dedicato ai retrogame, cioè ai giochi più ‘antichi’, novità 2019 dell’evento, verranno intervistati giornalisti, youtuber ed esperti del settore.

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Dai giochi virtuali a quelli da tavola con l’Asmodee che presenta la sua ultima creazione: Keyforge. Gioco di carte, simile a Magic, con una novità assoluta: "Ogni giocatore avrà un mazzo di carte unico al mondo, abbiamo creato tre trilioni di combinazioni, in modo che non possano esserci mazzi uguali", sottolinea Luca Cattini.

Poi ci sono gli spettacoli di wrestling: sul palco dall’Uomo Tigre a Gigi la Trottola, dall’Uomo Ragno a Bud Spencer. "Attraverso il wrestling si dà vita ai sogni di cinefili e appassionati", spiega il consigliere pentastellato di Reggio Emilia, wrestler e direttore artistico dello spettacolo, Cristian Panarari. È la prima volta in Emilia di combattimenti Crossover, che porta a confronti tra personaggi appartenenti a universi dalla fantasia diversi, presentati tutti dall’amatissimo Ironman.

Atteso il concerto di Giorgio Vanni, re delle sigle, reso celebre da Dragonball e Pokemon, nei giorni in cui la bolognese Cristina D'Avena, storica regina dei cartoni, è stata ospite di Sanremo. "E’ bellissimo vedere Cristina d’Avena sul palco dell’Ariston e traghettare il nostro mondo pazzesco lì. Bologna è una meta importante e l’evento è meraviglioso. Sono contento di poter conoscere anche youtuber famosi come LaSabri e non vedo l’ora di conoscere Giovanni Muciaccia", dice Vanni.

Proprio Muciaccia, storico presentatore della trasmissione Art Attack, invece, si esibisce in un laboratorio per i bambini presenti e non solo: "E’ bello vedere ragazzi di trent’anni che sono cresciuti guardando la tua trasmissione e ti dimostrano affetto. Useremo tre posate per dipingere. Mi dispiace però non poter usare la colla vinilica – strumento spesso usato all’epoca della trasmissione e oggetto di scherno da parte di Fiorello che fece di Muciaccia uno dei suoi bersagli nelle imitazioni –, ma poi sarebbe scomodo salutare con le mani sporche il mio pubblico".