Biagio Antonacci e Laura Pausini sul palco durante il loro tour
Biagio Antonacci e Laura Pausini sul palco durante il loro tour

Bologna, 12 luglio 2019 - «Ci vogliamo bene, ci piace scambiarci i pubblici e… vogliamo fare la storia». Parola di «Pausinacci». Laura Pausini e Biagio Antonacci costituiscono, infatti, il «dream team» in scena stasera dalle 21 tra gli spalti del Dall’Ara col piacere (e l’orgoglio) di giocare in casa. «Vivo a Bologna, frequento la Romagna, ma non ho radici in questa terra; l’ho scelta e, quando scegli, lo fai per davvero», dice Biagio. «Ho imparato, infatti, che scegliere una terra, a volte, vale più di qualsiasi origine. E poi Bologna ha una bellezza nascosta, come la bellezza più fine; ha il fascino della prima volta, ogni scorcio di questa città mi stupisce, profuma di storia».

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Per assicurarsi di portare in scena qualcosa di memorabile la diva di Solarolo e l’idolo di Rozzano hanno approntato una scaletta che neppure un Claudio Baglioni dopo la traversata del deserto avrebbe avuto il coraggio di stilare: 49 pezzi, 4 medley, 190 minuti di show tra filmati, coriandoli, invenzioni pirotecniche, coreografie d’impronta un po’ televisiva ideate dal direttore artistico Luca Tommassini. «Il repertorio dello spettacolo è il riflesso della vita di due persone che fanno questo mestiere e siccome siamo pure amici, nessuno prevale sull’altro», assicurano i due che, per la gioia dei fans, abbondano nello scambiarsi le canzoni mettendo ciascuno un po’ della propria anima in quella dell’altro. Una maratona in cui al di là della Disneyland che si portano appresso a bordo di 40 tir, a rimanere tatuati nell’animo sono probabilmente i momenti più intimi, quelli che Laura e Biagio si regalano nella cornice «salottiera» materializzata a un certo punto sul lato destro del palco, quando lei canta lui («Se tornerai», «Sei», «L’amore comporta», «Ti ricordi perché») e lui la ricambia spaziando da «Ho creduto a me» a «Il mio sbaglio più grande», a «Fidati di me».

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Una simbiosi che sarebbe interessante ritrovare pure a teatro, con un accompagnamento minimo, per lasciar parlare i sentimenti di due anime belle della nostra canzone lontano dalla cornice un po’ estraniante dei grandi spazi e, magari, da invenzioni un filino imbarazzanti come quei «quadri parlanti» che ad un certo punto vedono sullo schermo Antonacci truccato da Van Gogh e la Pausini da «Ragazza con l’orecchino di perla» piovuta nuovamente a Bologna, chissà perché e chissà come, cinque anni dopo la mostra di Vermeer. Da notare che «Vivimi», Laura & Biagio la eseguono seduti a due pianoforti decorati con i loro ritratti realizzati dai ragazzi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Firenze con l’impronta stilistica di Scart, progetto per la sostenibilità ambientale del Gruppo Hera che partecipa pure alla realizzazione di costumi e scenografie.

«Cantare nella mia regione significa ricordarmi di tutto quello che è la mia vita, portare nella mia voce la malinconia e l’orgoglio, la determinazione e la riconoscenza» ribadisce l’eroina dei Due Mondi. «Sono sempre grata all’Emilia Romagna perché le radici sono tutto ciò che ti porti di certo nella tua vita per sempre. E stavolta allo stadio è un grande onore; l’ultima volta che mi sono esibita al Dall’Ara ero incinta, nessuno ancora lo sapeva e ho cantato ‘L’anno che verrà’ per omaggiare Lucio Dalla e con lui, ancora una volta, la nostra amata terra. Ecco perché penso che quello di oggi sarà un concerto pieno di emozioni che, per fortuna, condividerò con mio fratello Biagio».