Bologna, sei percorsi più uno sotto ai portici
Bologna, sei percorsi più uno sotto ai portici

Bologna, 13 gennaio 2022 - Sette itinerari nel cuore (e non solo) di 'Bologna porticata' per scoprire il patrimonio architettonico della città. Portici antichi o moderni, legati a chiese, conventi o palazzi senatori, tutti diversi e caratterizzati da elementi singolari o sorprendenti come le decorazioni in cotto, le colonne e i capitelli. Sei percorsi tematici a piedi, più un ampio itinerario in bicicletta dedicati a tutti i portici che sono stati riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 2021. 

Portici Bologna patrimonio Unesco: "Risultato magnifico"

I percorsi

Gli imperdibili, Portici tra chiese e conventi, Colonne e capitelli, Palazzi senatori, Decorazioni in cotto, Percorso storico, In bicicletta alla ricerca dei portici Unesco. Questa la lista dei percorsi. sono stati sviluppati da un gruppo di lavoro guidato dal professor Claudio Galli dell'Università di Bologna e da venerdì 14 gennaio saranno pubblicati sulla mappa interattiva di Tourer.it, il portale cartografico dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale dell'Emilia Romagna sviluppato dal Segretariato regionale del Ministero della Cultura, per contribuire a radicare e diffondere la conoscenza di questo straordinario patrimonio affiancando l'attività del Comune di Bologna e della Soprintendenza.

Come programmare il proprio itinerario

È possibile leggere e preparare l'itinerario da casa, scaricando la mappa in pdf con le brevi descrizioni degli elementi che lo connotano, oppure consultarlo dal proprio smartphone direttamente sul posto, aumentando l'esperienza grazie alla mappa di beni culturali, sentieri e percorsi posti nelle vicinanze.

È anche possibile contribuire alla valorizzazione del patrimonio cittadino caricando le proprie foto direttamente sul portale: Tourer.it, infatti, è il frutto costantemente aggiornato della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini uniti dallo stesso scopo, quello di arricchire la conoscenza della bellezza del patrimonio culturale emiliano romagnolo e porla al centro di uno sviluppo territoriale sostenibile, fatto di itinerari a piedi o in bicicletta e di partecipazione.