Casalecchio di Reno, 21 maggio 2019 - Pensi alla premiata ditta Raf & Umberto Tozzi e subito il ricordo si tinge d’estate, di Walkman sulla spiaggia, di radio libere e di notti sotto le stelle del Festivalbar. “L’avevo perso un po’ di vista, così, quando ci siamo ritrovati, l’ho subito ‘ammanettato’” scherza l’autore di  'Gloria' (video), pronto al via del tour che vede la coppia d’oro e di platino della canzone italiana approdare stasera all’Unipol Arena. “E’ accaduto tutto la sera della celebrazione dei quarant’anni di ‘Ti amo’ a Verona” ribatte Raf, che col compagno condivide pure le radici foggiane, lui di Margherita di Savoia mentre Nicola Tozzi, padre di Umberto, di Vico del Gargano. “Quando all’Arena è partita ‘Gente di mare’ io e Umberto abbiamo ritrovato l’emozione di un tempo, così ci siamo chiesti perché non affrontare una nuova avventura musicale assieme”.

Cosa vi unisce?

Raf: “Un legame affettivo reale, concreto, visto siamo stati per anni vicini di casa e lui ha visto crescere i miei figli, mentre io i suoi. E poi ci sono le canzoni, grandissime”.

Tozzi: “Lui mi ha sempre fatto sognare con le sue. E poi penso che il pubblico apprezzi vedere sul palco due artisti con due storie diverse e partecipando affettivamente al repertorio dell’uno e dell’altro. D’incontri come il nostro ce ne dovrebbero essere di più”.

A giudicare dal tour di Laura Pausini e Biagio Antonacci il momento sembra propizio…

Raf: “Di accoppiate ce ne sono tante ma penso che la nostra si porti così tanto vissuto sulle spalle da risultare unica; gl’inizi a casa del nostro maestro Giancarlo Bigazzi, la vittoria di Sanremo di ‘Si può dare di più’, il terzo posto all’Eurovision con ‘Gente di mare’. Ricordo che agli inizi facevo ascoltare ad Umberto le mie nuove canzoni in auto, posteggiati nel parcheggio di fianco a casa mia”.

Percorsi simili

Raf: “Suonavamo entrambi in delle band e nessuno dei due si sarebbe sognato di diventare cantante pop”.

Tozzi: “Pensavo che i miei dischi non avrebbero passato la frontiera di Chiasso e invece… Noi che facciamo questo fortunato mestiere l’impegno ce lo mettiamo tutto, ma il successo è imprevedibile. A volte gioca pure la casualità. Basta pensare che Laura Branigan scelse ‘Gloria’ come riempitivo del suo album, e i dee jay americani iniziarono a programmarla al posto di ‘All night with me’, che invece era il singolo scelto dalla casa discografica, trasformandola in una grande hit internazionale”.

Casi della vita

Tozzi: “Raf mi ha sempre fatto sognare con le su idee artistiche. Entrambi siamo molto autocritici e sappiamo che, prima di emozionare gli altri, vogliamo emozionarci noi; d’altronde nasciamo entrambi musicisti di band, quindi il palco c’è sempre piaciuto condividerlo. Farlo davanti a migliaia di persone nei palasport ci rassicura, perché la gente si ricorda le parole molto meglio di noi che in scena abbiamo bisogno del gobbo per non sbagliare”.

Raf accompagnato alla chitarra da Tozzi (Foto Concolino)

Come andò con “Si può dare di più?

Raf: “Quel pezzo parte da un mio provino che Caterina Caselli voleva trasformare nella risposta italiana a ‘We are the world’, ma qui da noi, al contrario che in America o in Inghilterra, non si realizzarono le condizioni necessarie ad un’operazione del genere, così Bigazzi, che aveva scritto il testo, pensò a Sanremo. Io che venivo da un successo in inglese come ‘Self control’, non me la sentii di andare al Festival e il mio posto assieme ad Umberto e a Morandi fu preso da Ruggeri”.

Però all’Eurovision andò

Raf: “Non sapevo se andare negli Stati Uniti a cercare fortuna come autore o diventare cantante pop; dissi di no a ‘Si può dare di più’ per questo. Poi, però, accettai di cantare ‘Gente di mare’ e quindi la decisione fu rimandata solo di tre mesi”.

Tozzi: “Beh, fui io a convincerlo a cantare in italiano”.