La fiera Sana
La fiera Sana

Bologna, 4 settembre 2019 - Il cibo e il vino biologici, sì, ma anche i prodotti per l’igiene e la cura del corpo e un ampio assortimento di idee per il tempo libero; il tutto declinato all’insegna della tutela dell’ambiente e della sostenibilità.

Restano intatte, alla vigilia della 31esima edizione, le tre anime che si intrecciano sotto il marchio di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale pronto a tornare da venerdì a domenica, in una versione completamente plastic-free, sotto i padiglioni della Fiera di Bologna. Food, Care&Beauty e Green Lifestyle, quindi, rimarranno le parole d’ordine di un evento che, in 60mila metri quadrati, riunirà oltre mille espositori e una folla di buyer provenienti da 30 Paesi, ma, tra dotte conferenze, dimostrazioni pratiche e momenti di svago, non mancheranno certo le novità.

L’expo di riferimento per il mercato italiano del biologico, organizzata da BolognaFiere in collaborazione con AssoBio e Federbio e con il patrocinio di Mattm e Mipaaft, sarà infatti eccezionalmente preceduta, il 5 e 6 settembre, dalle riflessioni e dai programmi a lungo termine degli ‘Stati Generali del Bio’, con annessa presentazione del ‘Manifesto del Bio 2030’, e affiancata, nel pomeriggio di sabato 7, dalla ‘Festa del Bio’ ospitata dallo storico Palazzo Re Enzo. A sintetizzare i punti di forza di un Sana 2019 che, rispetto alla scorsa edizione, vedrà aumentare di un terzo la presenza di aziende estere è stato il direttore della manifestazione, Domenico Lunghi, sicuro «del ruolo fondamentale in fatto di moltiplicazione dell’export che Sana ricopre per le nostre aziende» e di «una crescita del biologico che vede la grande distribuzione ricoprire un ruolo sempre più nevralgico in questo processo virtuoso».

Un boom, questo, testimoniato dallo spazio riservato ai nuovi prodotti (ben 950) e dai numeri forniti dal presidente di AssoBio, Roberto Zanoni, che ha parlato di «un +10% di esportazioni biologiche dall’Italia nell’ultimo anno, per un giro di affari sull’estero che supera i 2,2 miliardi di euro e rappresenta, ormai, il 5% dell’export agricolo della nazione».

Se questi valori pongono l’Italia al secondo posto nel mondo per esportazioni bio, dietro ai soli Stati Uniti, anche dentro ai patrii confini, poi, i consumi biologici sono balzati in avanti, nel 2018, di un ulteriore 5%. Al netto delle buone notizie, però, permangono anche alcuni fronti di criticità, sottolineati dalla presidente di FederBio, una Maria Grazia Mammuccini che ha chiesto alla politica di «dettare le priorità per difendere un asset fondamentale per il Paese, cominciando dall’approvazione della legge sull’agricoltura, ferma in Senato, da investimenti mirati e da una più efficace difesa delle produzioni bio dalle contaminazioni accidentali». Incentivi per le buone pratiche, insomma, che a Sana 2019 si tradurranno, grazie agli sforzi di Camst, in una fiera totalmente plastic-free, con le bottigliette di plastica messe al bando e rimpiazzatw, accanto ai tovagliolini di carta riciclata, da comode borracce ricaricabili.