L'emporio di comunità 'Camilla' a Bologna (FotoSchicchi)
L'emporio di comunità 'Camilla' a Bologna (FotoSchicchi)

Bologna, 11 febbraio 2019 - Alle 10 Alle sono già tantissimi ad avere varcato la soglia di Camilla in San Donato. Ci hanno lavorato così tanto, oltre un anno e mezzo, che il giorno del debutto è impossibile non andare a dare un’occhiata o a fare la spesa. Per 410 bolognesi che sono diventati soci – 125 euro una tantum e 3 ore al mese del proprio tempo in negozio – è finalmente l’apertura di quello che non verrà mai chiamato supermercato, bensì 'Emporio di comunità', ed è la testimonianza tangibile di quanto può essere potente l’aggregazione per il bene comune.

Camilla, che non è il nome di un’ipotetica eroina della spesa Gas (gruppi di acquisto solidale) ma che nasce dalla fusione di Alchemilla – il gruppo di consumatori critici pre-esistente da cui arrivano molti soci – e Campi Aperti (l’associazione di produttori bio e contadini del territorio che fornisce i prodotti in via Casciarolo 8b) è un emporio autogestito.

Le persone, dagli universitari ai pensionati, hanno scelto cosa mangiare e da chi comprarlo. Come Monica Camedda, manager in un’azienda, arrivata ieri mattina con la figlia per fare la spesa. «Ho scoperto il mondo dei Gas grazie a uno dei soci coordinatori, Giovanni Notarangelo, perché ero iscritta alla social street di via Duse grazie alla quale avevo scoperto la realtà di ‘arance sos Rosarno’», racconta la signora che già aveva fatto parte di Alchemilla. E aggiunge: «Sono sarda e da quando sono a Bologna forse è la prima volta che sento di appartenere a una comunità».

Per lei, come per altri, il prodotto è molto importante, il prezzo, per la qualità offerta, è molto buono, ma è soprattutto il progetto ad avere un valore. Camilla è una famiglia, come riconosce Fulvia Gavelli, ex insegnante, forse la socia più anziana, coi suoi 83 anni. «La cosa che più mi piace è la possibilità di ritrovarsi e lavorare a qualcosa di grande con altre persone che ti sono affini». Avere a disposizione del tempo e volerlo investire nella qualità delle relazioni: ecco uno dei cavalli di battaglia alla radice dell’Emporio e alla base di molte rivoluzioni virtuose che stanno cambiando il mondo, per un vero bene comune.

Il tempo, una delle ricchezze di Giordana Alberti, pensionata di 71 anni, che tutti chiamano Nonna Giò. «Sono rimasta sola e con molto tempo a disposizione. Ho cercato un nuovo senso alla mia vita, e l’ho trovato in Camilla e in tante iniziative in cui sono coinvolta».

L’Emporio, due vetrine spartane che lasciano intravedere gli scaffali pieni di pasta, vini, prodotti per la casa, verdure e la zona frigo per i latticini, durante la settimana è aperto di pomeriggio, e il sabato dalle 9 della mattina. Ogni socio ha dato la disponibilità di 3 ore per lavorare come commesso, cassiere, addetto alle tessere; ma anche per le pulizie e lo stoccaggio della merce. C’è chi ha messo a disposizione qualche ora in più, per la stessa quota. Nell’inseguire l’uguaglianza, la Fattoria degli Uomini ribalta fieramente quella di orwelliana memoria.