L'anno scorso la maglietta era azzurra, quest'anno sarà verde (foto Schicchi)
L'anno scorso la maglietta era azzurra, quest'anno sarà verde (foto Schicchi)

Bologna, 15 maggio 2019 – Che si un’edizione speciale, quella di StraBologna, la classica dell’Uisp, lo si intuisce dalla location. Per l’edizione numero 40 (chissà quanti saranno quelli che erano al via il 20 aprile 1980), non c’è solo Palazzo d’Accursio, la casa dei bolognesi, ma anche la Cappella Farnese. Così tra affreschi e storia, fa capolino anche Onofrio Crapulli che, nell’ormai lontano 1980, era il presidente di quell’Uisp che tenne a battesimo la corsa più amata dai bolognesi. Così amata che, a livello nazionale, si posiziona al terzo posto, per numero di presenze, tra gli eventi organizzati in Italia. C’è Onofrio Crapulli, ma vengono ricordati, giustamente, Franco Carati, il papà della StraBologna moderna che ci ha lasciato troppo presto e Nicola Fornasari, nuova anima della kermesse. 

Il via sarà dato domenica 26 maggio, alle 10,30, da via Rizzoli. Come sempre sono previsti tre percorsi – per tutti gusti e tutte le gambe, uno da 11,3 chilometri per i più allenati, un secondo da 7,3 e uno mini da 4,3 – e si punta, meteo permettendo, a un numero record. Fino a questo momento gli iscritti sono 13mila, ma gli organizzatori puntano ad abbattere il tetto delle 20mila unità, con 24-25mila magliette. E proprio le magliette risultano un must nonché un momento da collezione. Perché se la tonalità verde sarà uguale per tutti, cambia il volto. Gli organizzatori hanno scelto quattro monumenti: le Due Torri, la Basilica di San Luca, la Fontana del Nettuno e San Petronio. Fino a questo momento la classifica virtuale delle scelte dei runner segue queste posizioni, con quasi una maglietta su due che riporta i contorni dell’Asinelli e della Garisenda.

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Detto che ci si potrà iscrivere fino a venti secondi prima dello start (il costo è 15 euro, ridotto per bimbi e cani), i numeri di StraBologna sono impressionanti. Non solo perché i runner saranno quasi 25mila, ma perché nel corso della tre giorni – che comincerà il 24 maggio con la costruzione di un vero e proprio Villaggio StraBologna – dovrebbero alternarsi almeno 70mila persone. Numeri importanti che la dicono lunga sull’appeal che la corsa ha sulla città. Tutti d’accordo nel ritrovarsi su una sorta di slogan: «La StraBologna è una vetrina per la città. Perché i selfie della corsa, con i monumenti alle spalle dei protagonisti, faranno il giro dell’Italia, dell’Europa e del mondo».

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StraBologna – tra gli sportivi vip da segnalare le presenze del nuotatore Marco Orsi (video), del giovane schermidore Matteo Neri e dei rugbisti del Bologna 1928-EmilBanca – avrà anche due partner solidali. Saranno devoluti 5mila euro, con altrettanti assegni, tanto alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus, sia al fondo Oplà-lo sport è inclusione. Nel primo caso, ovviamente, aiuto pratico e concreto alle donne che si trovano in una situazione di pericolo, nel secondo, invece, per aiutare le famiglie con bambini affetti da disabilità. Questo perché le famiglie, spesso, per consentire ai loro figli di praticare un’attività sportiva sono costretti ad affrontare costi maggiori. E l’idea, appunto, è quella di consentire, quantomeno, si avere spese uguali a quelle delle famiglie con figli normodotati.

I relatori che si sono succeduti, in Cappella Farnese, introdotti da Nicola Fornasari (comitato organizzatore StraBologna) sono stati Roberta Li Calzi (presidente VII commissione consiliare parità e pari opportunità); Gino Santi, presidente Uisp Bologna; Sergio Sangiorgi, vice segretario Confartigianato Imprese Bologna Metropolitana; Daniela Marinangeli, coordinatrice Macro Area Emilia Centro-direzione politiche sociali Coop Alleanza 3.0; Valentina Giorgi, district manager area Sud Admenta Italia; Daniele Ravaglia, direttore generale EmilBanca; Giancarlo Tonelli, direttore generale ConfCommercio imprese per l’Italia Bologna; Stefania Ghedini, titolare del Gruppo Ghedini; Paolo Pandolfi, Ausl Bologna; Armando Ballotta, presidente Sogese; Alberto Benchimol, Sportfund Fondazione per lo sport Onlus; Valeria D’Onofrio, Casa delle Donne per non subire violenza Onlus.